La debolezza di Carlo V


Essendo Carlo V impegnato su troppi fronti, non poté occuparsi troppo di Lutero e della questione religiosa, questo favorì la diffusione delle idee di Lutero:
• I principi volevano difendere la loro autonomia dall’autorità di Carlo V;
• La piccola nobiltà desiderava riconquistare un posto importante nella società impadronendosi delle molte proprietà terriere che la Chiesa controllava in Germania;
• I contadini, ridotti in miseria dalle tasse, speravano che il rinnovamento religioso portasse a una maggiore giustizia sociale.

La rivolta dei contadini


Il messaggio di Lutero aveva creato una situazione di tensione e di aspettative che determinò sanguinose lotte. Per prima si ribellò la piccola nobiltà. Fu la cosiddetta ribellione dei cavalieri, repressa da una lega di principi e di vescovi. Più violenta fu la rivolta dei contadini che dalle campagne si estese ben presto alle città diffondendosi al nord. Lutero fu colto di sorpresa da questa ribellione e quasi subito la condannò. Egli lottava per la libertà spirituale dell’uomo, ma era convinto che tutti dovessero obbedire all’autorità politica dei principi. Anche questa ribellione fu soffocata nel sangue da una lega di principi.

La vittoria dei principi protestanti


Il tentativo di Carlo V di superare la divisione tra principi protestanti e quelli cattolici fallì e si arrivò alle armi. I principi protestanti crearono nel 1531 la Lega di Smalcalda, con la quale si contrapposero sul piano militare a Carlo V ed ai cattolici. L’imperatore riuscì a sconfiggerla nella battaglia di Muhlberg, ma che però risultò inutile in quanto i principi protestanti rifiutarono di rinunciare alla loro nuova religione. Si arrivò ad un compromesso che però rappresentò la sconfitta della politica di Carlo V. Nel 1555 la pace di Augusta stabilì che:
• I principi erano liberi di scegliere tra la religione cattolica e quella protestante;
• I sudditi di ogni regione tedesca, invece, dovevano seguire la religione scelta dal loro principe oppure emigrare.
La pace di Augusta determinò dunque la divisione della Germania in Stati cattolici e protestanti.

Gli anabattisti


Vennero chiamati per disprezzo anabattisti – cioè ribattezzati – coloro che chiamavano se stessi i santi: uomini e donne decisi a vivere in modo radicali il Vangelo.
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