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Le confessioni non-luterane

La prima confessione diversa dal luteranesimo che si diffuse in quel periodo era legata alle predicazioni di Huldryc Zwingli, il quale si rifaceva sicuramente alle tesi di Lutero, ma aveva alcune differenze riguardanti il rito. Zwingli riuscì a convincere la popolazione e le autorità di Zurigo a riformare la Chiesa secondo le sue idee. Per il luteranesimo, la Messa e l’Eucaristia avvengono alla presenza di Cristo, mentre, per Zwingli, sono solo una commemorazione del sacrificio di Cristo. Il cantone di Zurigo aderì alla riforma proposta da Zwingli, ma gli altri cantoni svizzeri erano ancora cattolici e si impegnarono per sopprimere questa nuova professione religiosa. Si arrivò alle armi, la città di Zurigo venne sconfitta e Zwingli morì in battaglia. La minaccia venne eliminata, ma comunque i cantoni svizzeri di lingua tedesca si convertirono progressivamente al luteranesimo.

Un altro caso fu rappresentato dagli anabattisti. Essi erano una confessione protestante che aveva come obiettivo la creazione del regno di Dio in terra, soprattutto attraverso l’abolizione della proprietà privata. Il loro nome deriva dal fatto che si battezzavano in età adulta in modo da essere consapevoli del dono ricevuto. Si dividevano in comunità che venivano perseguitate dalle autorità. Gli anabattisti predicavano anche il rifiuto di prestare giuramento alle autorità civili, perché si possono fare giuramenti solo a Dio. Alcune comunità anabattiste arrivarono a introdurre la poligamia perché nelle Sacre Scritture non si vietava e anche i patriarchi della fede cristiana ed ebraica avevano diverse mogli. La città tedesca di Münster vide la nascita di una vasta comunità anabattista, anche politica, in cui venne persino abolito il denaro e permessa la poligamia. Ma tutte queste scelte così radicali portarono i principi cattolici e luterani a un’alleanza contro Münster che venne assediata e sconfitta e gli anabattisti perseguitati e uccisi. I superstiti si rifugiarono in Olanda, dove c’era più libertà religiosa, dando luogo alla comunità dei mennoniti. Dopo l’abolizione della proprietà privata, la poligamia e il rifiuto di fare giuramenti alle autorità civili, la quarta caratteristica della professione anabattista fu la predicazione della non-violenza.

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