Genius 13051 punti

Condizioni degli operai

La rivoluzione industriale trasformò profondamente la società, creando una forte contrapposizione tra la borghesia dei grandi proprietari di industrie e il proletariato urbano, costituito ormai in maggioranza dagli operai delle industrie.
Gli operai potevano essere sia adulti sia bambini. Molti bambini venivano assunti, perché erano in grado di svolgere lavori semplici e venivano pagati di meno degli adulti. Era frequente che bambini di età inferiore ai sette e agli otto anni lavorassero nelle miniere e anche per loro l’orario era molto pesante, prevedendo anche turni notturni. Oltre ai bambini, anche le donne venivano spesso assunte in fabbrica per gli stessi motivi: erano prive di qualifiche professionali e percepivano paghe inferiori a quelle degli uomini.

Gli orari erano molto pesanti: dodici, quattordici e anche più ore. Il salario era molto basso e di solito non bastava nemmeno per soddisfare i bisogni fondamentali come il cibo e la casa. I proprietari delle industrie tenevano i salari molto bassi per aumentare i propri guadagni, ma anche per impedire agli operai di risparmiare denaro, infatti, se gli operai non fossero stati costretti a lavorare sempre e a qualsiasi condizione per non morire di fame, avrebbero potuto chiedere condizioni di lavoro migliori e un aumento salariale.

Lavoro in miniere
Il lavoro in miniera era per molti aspetti peggiore rispetto a quello in fabbrica. L’ambiente era buio e l’aria irrespirabile, anche se vi erano pozzi che garantivano il passaggio di aria più ricca di ossigeno.
Inoltre il lavoro era molto pericoloso: vi era il rischio di crolli; il grisou, un miscuglio di gas metano e aria, che si sviluppa nelle miniere di carbon fossile, poteva provocare esplosioni, falde acquifere (deposti sotterranei d’acqua) potevano allargare improvvisamente la miniera, mettendo in pericolo la vita dei minatori.


Registrati via email