Cinquecento: agricoltura e allevamento

I prezzi dei cereali, che avevano subito una forte riduzione a partire dalla metà del trecento, restarono bassi per circa un secolo e mezzo; questo fatto spinse molti signori a trasformare l'assetto delle loro terre, ovvero a introdurre colture che, sul mercato, risultassero più redditizie dei grani. Cosi, ad esempio, in Francia e in altre regioni adatte alla produzione di vino si ebbe un notevole incremento della vigna; altrove( in Germania, sopratutto) ci si orientò verso altre colture, come il luppolo (indispensabile per la produzione della birra), il lino, la canapa, il guado e la robbia. In Inghilterra e in Spagna, invece, per far fronte alla depressione agricola si incentivò notevolmente la produzione di lana per l'industria locale e per l'esportazione. Le vaste estensioni di terra, che fino al trecento erano state coltivate a cereali, vennero, quindi, trasformate in pascoli per le pecore.
In Inghilterra, i signori recintarono i terreni adibiti a pascolo, per impedire che le pecore si disperdessero; questa strategia di riconversione agricola diete inizio al fenomeno delle cosiddette enclosures(recinzioni). Per molto tempo, esse furono oggetto della protesta e dell'indignazione popolare; i signori, infatti, non si limitarono a trasformare in pascoli solo i terreni incolti, ma anche i campi che in passato essi avevano ceduto in affitto a famiglie di contadini. La corona inglese, di fronte alle proteste sempre più frequenti ed energiche degli agricoltori, nel 1517 emanò un decreto, che obbligava i padroni delle terre a destinare nuovamente alla coltivazione le terre trasformate in pascolo dopo il 1488.
Il provvedimento del re, tuttavia, non sorti grandi effetti, visto che il maggior numero delle recinzioni aveva avuto luogo prima della data indicata. Solo quando, verso la meta del 16° secolo, i prezzi dei cereali tornarono a salire, i signori ebbero di nuovo interesse a seminare i campi e a produrre grano. Il fenomeno delle recinzioni, tuttavia, non cessò; anzi, assunse una forma nuova. I signori, infatti, cominciarono ad acquistare( e a cintare) le terre incolte che, fino a quell'epoca, erano state usate da tutti gli abitanti di un villaggio. Si trattava di terre comuni, che i contadini utilizzavano per portare il bestiame a pascolare oppure per raccogliere legna e altri prodotti utili. Nel momento in cui un padrone le acquistava, invece, le considerava sua proprietà eslusiva: la recinzione, in questo caso, era simbolo di un'appropriazione, a tutto vantaggio dei ceti più elevati. In spagna, l'allevamento delle pecore aveva una tradizione plurisecolare ed era finalizzato alla produzione della pregiata lana merino.
A differenza dell'Inghilterra, i pastori spagnoli dovevano praticare la transumanza, cioè spostare gli animali dai pascoli estivi ai ricoveri invernali, su percorsi che potevano essere di centinaia di chilometri. I pascoli estivi, in effetti, si trovavano nelle montagne del Nord, mentre quelli invernali erano situati nelle pianure meridionali della Mancia e dell'Estremadura. Negli anni 1516-1520 le pecore in movimento erano circa 3 milioni.

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