Le Chiese nazionali

In Inghilterra, Francia e Germania le autorità laiche ufficializzavano le aspirazioni autonomistiche delle proprie Chiese Nazionali.
In Inghilterra, nella seconda metà del Trecento, il palamento emanò un provvedimento che bloccava il prelievo fiscale della Camera apostolica nei confronti del clero nazionale.
In Francia, durante lo scisma, si era affermata una corrente di pensiero che sosteneva l’autonomia della Chiesa francese nei confronti del papa (gallicanesimo).
Carlo VII, con la prammatica sanzione del 1438 (costituzione imperiale per provvedimenti eccezionali) tolse al papa il ruolo di eleggere vescovi e abati, ridusse le imposizioni del fisco pontificio sul clero e affidò a tribunali civili il controllo delle questioni ecclesiastiche.
In Germania, l’Instrumentum acceptationis votato nel 1439 dalla dieta di Magonza ribadì i provvedimenti della prammatica sanzione francese.

Domini pontifici in Italia centrale e insurrezione di Cola di Rienzo
Il Papato, dominato dalla volontà di controllare direttamente le cariche ecclesiastiche, aveva trascurato l’amministrazione delle proprie terre in Italia centrale; così, agli inizi del XIV secolo,molte istituzioni politiche di Lazio, Umbria, Marche e Romagna divennero autonome e nacque un clima di ingovernabilità.
Nel 1347 scoppiò un insurrezione popolare guidata da Cola di Rienzo, che si intitolò “tribuno della pace, della libertà e della giustizia” impadronendosi della sede del potere politico romano, il Campidoglio.
Inizialmente, grazie anche alle riforme dell’amministrazione cittadina condotta secondo una politica antinobiliare, ebbe successo e fu approvato dal papa.
Nel 1350 una congiura aristocratica lo costrinse ad abbandonare la città dove tornò nel 1353 inviato da Innocenzo VI per restaurare l’autorità pontificia.
A causa del governo autoritario e del forte fiscalismo che egli impose, venne mal visto dal popolo e fu ucciso in una sommossa popolare nel 1354.

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