Cattolici e Ugonotti in Francia

Intorno alla metà del Cinquecento, gli ugonotti(i calvinisti francesi) erano circa un quinto della popolazione.
Dopo la morte di Enrico II nel 1559 la reggente, Caterina de'Medici, si trovò a gestire una situazione difficile:
le guerre avevano determinato difficoltà economiche e finanziarie e l'antica feudalità cercava di riguadagnare il
potere appoggiandosi alle fazioni formatesi a corte sulla base delle posizioni religiose.
La monarchia era debole e subiva la pressione di tali fazioni.

Caterina cercò un equilibrio tra le due parti, ma nel 1572 tra gli ugonotti e i cattolici scoppiò la guerra civile.
In una situazione di caos crescente i nuovo re di Francia, Enrico III, venne assassinato.
Il diritto al trono spettò al capo degli ugonotti, Enrico di Borbone, il quale nel 1589 divenne re con il nome di Enrico IV.

Nel 1593, per evitare gravi conseguenze internazionali(il Papa negava la validità della successione e Filippo II,
il re di Spagna,minacciava di invadere il paese), Enrico IV abiurò alla fede protestante, e si convertì al cattolicesimo.

Per assicurare alla Francia la pace religiosa, nel 1598 Enrico IV emanò l'editto di Nantes con cui riconobbe agli ugonotti
la libertà di culto e l'uguaglianza di diritti politici.
Cercò poi di promuovere lo sviluppo economico e di garantire alla Francia un ruolo internazionale,
ma nel 1610 venne assassinato da un fanatico, perché ormai aveva troppo potere.

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