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Spagna - Carlo V (2)

Appunto su Carlo V e la sua politica e contestualizzazione del periodo storico in cui vive

E io lo dico a Skuola.net
Negli anni in cui visse Carlo V in Europa accadde..
- I FLUSSI COMMERCIALI NEL 500, nel 1500 si era sviluppata una fitta rete di traffici commerciali che collegavano i principali centri europei con gran parte del mondo conosciuto. In Europa le rotte da Venezia si spingevano fino al mare Baltico e alla Norvegia, dal bacino del mediterraneo partivano traffici diretti verso le Indie orientali, l’Oceano indiano e le Coste dell’Africa Atlantica.
- I PRINCIPALI CENTRI DEL TRAFFICO INTERNAZIONALE IN EUROPA erano oltre a Venezia, porta dell’Oriente, Napoli, Genova, Marsiglia, Lisbona per le rotte Atlantiche e Constantinopoli per le rotte verso l’Asia. Nelle aree baltiche i porti erano Londra, Bruges e Lubecca.
- LA SCOPERTA DELL’AMERICA aprì nel corso del 500 nuovi sbocchi commerciali. Importante fu la tratta degli schiavi dall’Africa e l’importazione di oro e argento dal Nuovo Mondo, che diminuì il valore dei metalli preziosi e produsse in Europa una traumatica rivoluzione dei prezzi.
- VERSO IL CAPITALISMO. Città come Genova fecero fortuna a partire dal 500 attraverso l’esercizio del credito per il finanziamento dei traffici commerciali. Ad Augusta la famiglia dei Fugger creò un vero e proprio impero bancario e commerciale. Nel porto di Anversa dove arrivavano i prodotti provenienti da molte parti del mondo, nacque la prima borsa per trattare gli affari commerciali.

CARLO D’ASBURGO (1500 – 1558)
Nasce a Gand nel 1500 da Filippo d’Asburgo duca di Borgogna e Giovanna la Pazza unica erede di delle corone di Castiglia, Aragona e Napoli.
Nel 1519 a soli 19 anni salì al trono, avendo inoltre ricevuto dalla nonna Maria le Fiandre e l’Olanda e avendo i possessi dell’Austria e della Boemia.
La propria autorità si estendeva fino ai possedimenti spagnoli d’America, quindi Carlo d’Asburgo governava su un regno tanto vasto da non conoscere il tramonto del sole.

Nelle elezioni imperiali del giugno 1519 Carlo V potè contare sul consenso di gran parte dei principi elettori che rifiutarono le candidature anti asburgiche di Francesco I (re di Francia che si trovava completamente circondata da domini di Carlo), anche perché ci fu una sistematica opera di corruzione grazie alla forza finanziaria dei Fugger.
Carlo si dovette però scontrare con il dramma delle guerre di religione, con la Francia, decisa a liberarsi dell’accerchiamento e i Turchi la cui spinta verso l’espansione portò la minaccia fino alle porte di Vienna.
Nell’elezione di Carlo si nota l’intervento spregiudicato del capitale internazionale e l’ambizione dell’universalismo imperiale.
Tutta la politica del nuovo imperatore si può riassumere nella rinascita dell’impero universale cristiano d’Occidente.
Le linee direttive su cui operò Carlo furono:
- Rafforzamento del potere centrale e dell’autorità dell’imperatore sulla feudalità;
- Indebolimento della Francia come nemica del progetto imperiale;
- Realizzazione dell’unità politica dell’Europa cristiana;
- Azione contro i Turchi per salvaguardare la cristianità.
Ad opporsi al disegno di Carlo V fu Francesco I, deciso a rompere l’accerchiamento dei suoi possedimenti per mantenere i domini francesi in Italia.

Uno dei principali teatri di scontro fra Carlo e la Francia fu l’Italia. Nel 1516 con la pace di Noyon i francesi era tornati in possesso del ducato di Milano.

CARLO PRENDE PRIGIONIERO FRANCESCO I
Nel 1521 cominciava il conflitto tra le due più grandi potenze europee.
Carlo aveva alleati il pontefice Leone X ed Enrico VIII d’Inghilterra.
Con Francesco I si schieravano Venezia e i cantoni svizzeri.
Nel 1525 a Pavia Francesco veniva sconfitto e catturato.
Viene condotto a Madrid, costretto ad accettare pesantissime condizioni di pace, quali la cessione a Carlo del Milanese, delle Fiandre e la promessa di rinunciare alla Borgogna.

LA LEGA DI COGNAC
Dopo la vittoria di Carlo si stava formando un fronte anti-imperiale che partiva dalla Francia con a fianco l’Inghilterra e il nuovo pontefice Clemente VII, Firenze e il ducato di Milano. La lega di Cognac, lo schierameto venne sconfitto in Italia dall’esercito imperiale, costituito da truppe mercenarie luterane dette Lanzichenecchi. (termine tedesco che significa servo o soldato di paese, indicava la fanteria mercenaria tedesca)
Il comandante Giovanni delle Bande Nere, un cadetto della famiglia Medici entrò con le milizie mercenarie a Roma mettendola a ferro e fuoco.

IL SACCO DI ROMA
Il sacco di Roma, avvenuto per iniziativa dei lanzichenecchi a partire dal 6 maggio 1527, essi mal pagati e stanchi si diedero alla devastazione, allo stupro, al saccheggio, agendo indisturbati all’interno di una città che appariva decaduta e indifesa.
L’occupazione a Roma durò 10 mesi, intanto le altre città italiane si guardarono bene ad intervenire a favore del papa, anzi, approfittarono della situazione per fare i propri interessi; a Firenze vennero cacciati i Medici, di orientamento filofrancese e rinasceva la repubblica, mentre Genova inizialmente schierata dalla parte dei Francesi, passava al campo imperiale.
Questo fatto danneggiava i francesi, le cui truppe arrivate a Napoli e presa sotto assedio si trovarono senza una base portuale per i rifornimenti.
Fu così che ne giugno 1529 si firmò la pace di Cambrai fra Francia e Spagna. La Francia abbandonava le rivendicazioni italiane in cambio della rinuncia imperiale al controllo della Borgogna.
Nel novembre del 1529 al Congresso di Bologna si stabilì che:
- Francesco Sforza avrebbe ottenuto il ducato di Milano pagando una una forte somma e alla sua morte il territorio sarebbe passato sotto il controllo imperiale.
- I Medici sarebbero rientrati a Firenze.
- Lo stato pontificio avrebbe riacquistato i territori occupati dai veneziani e dagli estensi.

Nel 1530 Carlo V stipulò un accordo di pace con il papa, venne poi incoronato imperatore e re d’Italia da Clemente VII.

L’OFFENSIVA FRANCO TURCA
Il conflitto con la Francia era destinato a risorgere grazie all’offensiva dei Turchi che guidata da Solimano il Magnifico (sultano ottomano), mirava ad ampliare verso Occidente il dominio mussulmano.
Solimano estense i domini turchi nei Balcani, giungendo nel 1529 alle porte di Vienna.
Pericoloso era anche il controllo del Meditteraneo orientale da parte degli ottomani e della pirateria saracena.
Nel 1535 Carlo V guidò una spedizione navale contro Tunisi e conquistò la città. In seguito, però, una flotta ispano-veneziana venne sconfitta presso il porto greco di Prevesa. (1538)
Nel 1541, Carlo V cercava di stroncare l’azione turca ad Algeri ma a causa di una tempesta fu costretto a consegnare il Meditteraneo ai turchi.

CARLO V E LA RIFORMA
Carlo V era consapevole dell’importanza del problema religioso, come imperatore era chiamato alla difesa dell’ortodossia cattolica e l’adesione alla Riforma minava la compatezza interna dei suoi domini.
Il compromesso tra protestanti e cattolici era fallito e la via dello scontro militare non aveva raggiunto i risultati sperati.
Carlo allora, aveva cercato di avviare un concilio per la ricostruzione dell’unità cristiana, ma i pontefici romani cercavano di sciogliersi dalla protezione imperiale per dare il via ad una politica indipendente.
Enrico II figlio di Francesco I, poco tollerante verso i protestanti francesi si proponeva però come alleato dei principi luterani tedeschi e riusciva a conquistare i vescovati di Metz, Toul e Vedun, precedentemente conquistati dalle forse imperiali.

LA FINE DEL REGNO DI CARLO V
Gli ultimi anni del regno di Carlo V videro il sovrano arrendersi su diversi fronti:
- riconobbe la legittimità della confessione luterana e con la tregua di Vaucelles (1556) sospese le ostilità con la Francia
- divise i propri domini tra il fratello Ferdinando a cui diede l’Austria e la Boemia, e il figlio Filippo II che ebbe la Spagna e le colonie americane, i territori italiani e i Paesi Bassi.

Carlo V si ritirò a vita privata in Estremadura, dove morì nel 1558.
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