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Un bilancio della rivoluzione

La rivoluzione francese trasformò la Francia in una società liberale. La proclamazione di questi diritti dell’uomo ebbe un eco vastissimo in Europa. Mentre il congresso di Filadelfia si era rivolto si era rivolto soprattutto ai coloni americani, l’Assemblea costituente francese si rivolse a tutti gli europei. La proclamazione dei diritti politici individuali era necessaria per far nascere una nuova economia borghese, fondata sulla libertà di commercio e sul libero uso della proprietà.

I rivoluzionari diedero importanza all’istruzione per formare cittadini consapevoli dei propri diritti e doveri.
I nobili cercarono di far dimenticare la loro origine cambiando il nome. Le cose divennero più complicate quando si trattò di cambiare il calendario. I rivoluzionari credevano che il 22 settembre 1792, il giorno in cui era stata proclamata la repubblica, avesse avuto inizio una nuova era, perciò nel 1793 si adotto un calendario diverso da quello precedente. I nomi dei mesi erano stati scelti per il loro significato e suono.

Il tentativo di trasformazioni globale investì anche le credenze religiose. Non era possibile abolire tutte le forme di culto senza crearne altre. Nacquero così i culti dei martiri della rivoluzione, della Dea Ragione e dell’ente Supremo.

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