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ASSOLUTISMO MONARCHICO

Caratteristica rilevante dell’Ancien Règime, oltre alla società divisa in ordini(clero, nobiltà e Terzo Stato), fu l’assolutismo monarchico. Con il termine “Ancien Règime” si indica il sistema politico e sociale vigente in Europa prima della Rivoluzione francese e della Rivoluzione industriale. L’espressione fu coniata dagli stessi rivoluzionari francesi ed è divenuta sinonimo di società tradizionale divisa in tre ordini o Stati, di società pre-industriale anteriore ai fenomeni di modernizzazione economica e politica.
L’assolutismo fu quel regime politico in cui il sovrano era “sciolto” ossia slegato (ab-solutus) da ogni legame o ostacolo da parte di Istituzioni, enti, organi o persone e aveva un potere illimitato. L’assolutismo ignorava la divisione dei poteri, infatti, tutti i poteri dello Stato (legislativo, esecutivo e giudiziario) erano concentrati nella sola persona del sovrano, il quale promulgava leggi, governava nominando ministri, amministratori, funzionari e comandanti militari, autorizzava il reclutamento di truppe ed esercitava la giustizia. I sudditi erano esclusi da ogni partecipazione alla vita politica e perché essi fossero portati in carcere, era sufficiente il solo ordine d’arresto da parte del sovrano (Lettres de Cachet). Anche il sistema fiscale era nelle mani del sovrano che poteva stabilire nuove imposte con un semplice editto senza chiedere consenso a nessuna Istituzione (solo in Inghilterra l’imposizione di nuovi tributi era autorizzata dal Parlamento). L’assolutismo ignorava anche il principio di sovranità popolare secondo cui il popolo è sovrano e esercita la sovranità mediante le elezioni per nominare i propri rappresentanti. Gli organi rappresentativi con potere deliberativo erano assenti, perché avrebbero costituito un limite al potere assoluto, c’erano però organi rappresentativi chiamati assemblee che venivano convocati raramente e solo in casi di particolare gravità e avevano potere solo consultivo. Dove il regime non era monarchico, il potere era tenuto da oligarchie nobiliari, i cui esponenti occupavano Istituzioni e organi di governo. Vi erano eccezioni che sfuggivano al generale orientamento assolutistico: in Polonia la monarchia era elettiva e in Inghilterra il re fu sempre più condizionato dal Parlamento. Anche il potere assoluto aveva comunque dei limiti: 1) il sovrano assoluto era la fonte delle leggi ordinarie, ma sopra di lui c’era una legge fondamentale, ossia quella di Dio a cui il monarca doveva attenersi e solo a Dio doveva rendere ragione delle proprie ragioni; 2) il potere assoluto non era illegittimo, ma era trasmesso per via dinastica; 3) il potere non era esercitato in modo arbitrario, ma il sovrano doveva procurare il benessere dello Stato; 4) il sovrano non poteva abolire la proprietà privata, l’ordine tradizionale della società. La monarchia impose ai sudditi di accettare il principio supremo di obbedire al sovrano.

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