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Assolutismo - Francia e Inghilterra

Approfondimento sull'assolutismo inglese e francese nel 700

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L'età dell'assolutismo in Francia e Inghilterra
I due modelli: Francia e Inghilterra
Il periodo che và dalla seconda metà del ‘600 alla rivoluzione francese del 1789 è caratterizzato dal trionfo in Europa del modello assolutistico di governo, una forma di monarchia dove il potere che il sovrano esercita è assoluto, cioè libero da ogni limite posto dai poteri intermedi, come quelli dei parlamenti, ma comunque sottoposto ai vincoli delle leggi fondamentali dello Stato e da quelle divine e religiose. Solo in Inghilterra il processo politico è diverso. Infatti si assiste alla formazione della monarchia costituzionale, una forma di governo in cui vi è un sostanziale equilibrio tra il potere del sovrano e quello del parlamento.

il modello assolutista per eccellenza è il regno francese, sotto Luigi XIV, il Re Sole, il quale impersonava lo stato e riuniva tutti i poteri nelle sue mani. Tuttavia per essere aiutato a governare, creò il Consiglio Supremo, all’interno del quale la carica più alta era quella di controllore delle finanze, ricoperta inizialmente da Colbert, l’ideatore dei punti essenziali della politica del sovrano.
Uno dei massimi obbiettivi di tale politica era esautorare il potere dei ceti aristocratici, asservendo la nobiltà ma al tempo stesso accrescendone il prestigio. Per fare ciò, egli fece costruire la nuova reggia di Versailles, ampia e sfarzosa, facendovi risiedere tutta la nobiltà per mantenerla sotto controllo. All’interno di questo lussuoso palazzo il re chiamò anche scrittori, artisti, letterati, creando una cultura ufficiale, fortemente celebrativa e contraria a qualsiasi dissenso.
Ma se esautorare il potere aristocratico era stato abbastanza facile, più difficile risultava esautorare i parlamenti che erano saldamente attaccati alle loro prerogative. I parlamenti avevano funzioni giudiziarie e di registrazione delle leggi e si accedeva alle cariche attraverso la vendita di esse, con la possibilità di entrare a far parte della nobiltà di toga. È proprio da questo ceto che venivano le maggiori resistenze al processo di accentramento. Il sovrano potenziò per questo il potere degli intendenti, un gruppo di funzionari di origine borghese, che venivano inviati nelle diverse province del regno e non avevano legami con il parlamento. A costoro il re conferì maggior potere e competenze burocratiche, fiscali e militari per togliere il prestigio al parlamento.
In campo giuridico si tentò di uniformare le norme fortemente differenti che vigevano nelle varie regioni del regno, attraverso l’Ordinanza Criminale del 1670. anche nel campo della fiscalità si rese necessario un’unificazione. Infatti in Francia esistevano un gran numero di imposizioni, tra le quali la taglia (ovvero quella che gravava direttamente su ogni individuo) e la gabella (la tassa sul sale), le quali colpivano gli strati meno abbienti della popolazione perché i nobili e il clero ne erano di diritto esenti. Una massiccia opera di riorganizzazione fu attuata anche all’esercito, all’interno del quale fu rinnovata la modalità di addestramento, introdotto l’utilizzo delle divise e l’accesso alle cariche di ufficiale. Lo stato intervenne anche sul campo dell’economia grazie alle idee di Colbert, il quale riteneva che la ricchezza dello stato dipendesse dalla quantità di metalli preziosi da esso posseduta (teoria del mercantilismo). Proprio per questo stimolò la creazione di manifatture interne e di compagnie commerciali.

In Inghilterra in seguito alla rivoluzione del 1642-49 era stata restaurata la monarchia. Ciò nonostante si era arrivati ad un sostanziale equilibrio tra poteri parlamentari e regali. Sotto il regno di Giacomo II le tensioni sfociarono in una seconda rivoluzione, detta anche rivoluzione gloriosa, in seguito alla quale fu instaurata la monarchia costituzionale. Negli anni successivi varie riforme definirono tale sistema: con il Toleration Act fu concessa la libertà religiosa, ferma restando la norma del Test act che imponeva la fede anglicana a chi accedesse alle cariche pubbliche, fu introdotta la libertà di stampa e il Settlement Act regolava il diritto di successione al trono per i soli appartenenti alla Chiesa Anglicana.
La società inglese era suddivisa in due gruppi: i tories e i whigs, i primi prediligevano l’interesse terriero, mentre i secondi appoggiavano l’interesse economico e finanziario.
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