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L'assetto della società protestante

Per i protestanti il matrimonio era un contratto privato tra due persone. Il divorzio comunque rimaneva una pratica molto complicata e veniva approvato da un tribunale solo in caso di evidenti colpe da parte di uno dei due coniugi. Nei paesi protestanti fu stabilito che fosse fondamentale il permesso dei genitori per potersi sposare, mentre in quelli cattolici non c’era alcun obbligo, ma si cercava di favorire i matrimoni con il consenso dei genitori. Una pratica che accomunava cattolici e protestanti era invece l’obbligo delle pubbliche relazioni: venne stabilito che il matrimonio poteva essere contratto solo alcune settimane dopo che fosse stata resa pubblica la data del matrimonio per lasciare tempo a chi fosse contrario di esporre le proprie perplessità. Per quanto riguardava la sessualità, nei paesi protestanti c’era molto più libertà anche se solo entro il matrimonio, mentre nei paesi cattolici si predicava che lo stato migliore per raggiungere il Paradiso era la castità. Erano ancora diffusi i matrimoni combinati soprattutto tra le dinastie reali per l’esigenza di riunire tutto il patrimonio familiare che veniva sempre ereditato dal maschio primogenito. Il passaggio dell’eredità dal padre al figlio maschio maggiore era chiamato maggiorarcato. In assenza di figli maschi, si procedeva con il fede commesso, cioè si affidava tutto il patrimonio a un parente stretto in cambio di alcune garanzie. Le figlie femmine delle famiglie nobili avevano due alternative: venivano fatte sposare o sbattute in convento. Il convento fu per le donne di quel tempo sia una condanna sociale per l’estrema rigidità della disciplina sia l’unica possibilità di ascesa sociale. Per i figli maschi delle famiglie nobili invece le strade erano due: la carriera militare o quella ecclesiastica. Per quanto riguarda le classi sociali più basse, generalmente i figli primogeniti ereditavano l’attività paterna, mentre il matrimonio della figlia era un problema notevole a causa della dote. Numerose erano le gravidanze indesiderate che erano un vero e proprio dramma per la società. Diffusa era anche la pratica dell’abbandono dei neonati; per sopperire a questa urgenza sorsero orfanotrofi e conventi specializzati nella raccolta di neonati abbandonati. La donna aveva un ruolo assolutamente subordinato e anche il concilio di Trento e il protestantesimo erano in accordo nel sottolineare che nella famiglia l’uomo aveva un ruolo di superiorità e dominio sulla moglie e i figli. Così quando avvenivano degli adulteri, nei paesi protestanti venivano puniti duramente senza differenze tra uomo e donna; in quelli cattolici invece una donna adultera poteva essere condannata a morte, mentre con un uomo spesso si chiudeva un occhio.

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