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L'ascesa di Elisabetta Tudor

Il terzo obiettivo di Filippo II fu l’Inghilterra. Filippo era riuscito a sposare la cattolica Maria I Tudor, prima genita del matrimonio tra Enrico VIII e Caterina di Spagna, zia di Carlo V. Maria Tudor, che sarebbe poi passata alla storia come " sanguinaria" era stata promessa in base a un'accordo diplomatico tra Spagna e Inghilterra come sposa di Carlo V, ma successivamente agli eventi che portarono alla rottura dell'intesa tra Spagna e Inghilterra, anche il matrimonio saltò.
Maria I Tudor, la cattolicissima moglie di Filippo II morì pochi anni dopo il loro matrimonio, nel 1558. Salì al trono inglese la giovanissima Elisabetta I Tudor che governò autorevolmente l'Inghilterra fino al 1603, figlia del secondo matrimonio di Enrico VIII con Anna Bolena ( una nobile inglese ). Il breve regno di Maria I era stato molto dannoso perché aveva accentuato le violenze tra cattolici e protestanti, la situazione economica era molto negativa, la figura del monarca godeva di poco prestigio e c’erano problemi diplomatici rilevanti con la Scozia. Elisabetta inoltre era nata da un matrimonio non riconosciuto dalla Chiesa cattolica, era una donna e aveva moltissimi nemici. Filippo II, pur essendo difensore della fede, aveva un atteggiamento particolare nei confronti di Elisabetta perché sapeva che alla sua morte sarebbe salita al trono Maria Stuart di Scozia, nipote di Enrico VIII e alleata dei francesi. Volendo impedire questa situazione, riconobbe Elisabetta I come regina d’Inghilterra e le fece addirittura una proposta di matrimonio. Elisabetta rifiutò ed è definita la “regina vergine” perché deliberatamente scelse di non legare l’Inghilterra a un’altra potenza straniera. Elisabetta era l’ultima erede dei Tudor e rimase sempre nubile cosicchè alla sua morte la dinastia Tudor si spense definitivamente.

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