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Ancien regime

L'espressione "ancien regime" fu usata dalla rivoluzione francese per designare la vecchia politica, la vecchia aristocrazia che stava per essere spazzata via. A parere dei rivoluzionari francesi, l'antico regime costituiva un meccanismo sociale e politico unitario, contro il quale coniarono il famoso motto "libertà ed uguaglianza" a cui più avanti si aggiunse "fratellanza". Stiamo delineando quindi i contenuti di queste forme di governo alla luce di due parole chiave, che sono "libertà" e "uguaglianza". Parliamo di due principi che attestano la libertà, già designata dai filosofi politici come la possibilità di condurre se stessi, orientando da sè il proprio progetto di vita. Lo spartiacque è tra governi liberali (che garantiscono nel loro titolo giustificativo il termine libertà) e tra i governi non liberali.
Sul progetto di uguaglianza, il problema è ancora più gravoso e più serio. Rousseau è quel filosofo che prima di tutti parla del fatto che tutti gli uomini nascono liberi e "uguali". La parola uguale è una parola a cui va sempre fatto seguire un contesto. Per il momento non esiste ancora un'uguaglianza tra i diritti, poichè la Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti non è ancora una dichiarazione che guardi ai diritti individuali, seppure tra le righe leggiamo la necessità di riflettere sul tema dei diritti di ciascuno.

Qui si parla, invece, di uguaglianza contro il privilegio. Il tema è: in una società di privilegi, sono innanzitutto i privilegi l'oggetto di attacco della rivoluzione francese. Ma qual è quella classe sul cui capo ci sono i privilegi? Aristocrazia e clero, che beneficiano di privilegi di nascita, di casta. Si hanno quindi tutta una serie di facilitazioni economiche, esenzioni fiscali, possibilità di far lievitare il patrimonio, partecipazione alla vita politica come classe afferente al monarca.
L'uguaglianza francese non è un'uguaglianza generica, ma un'uguaglianza contro il privilegio, che finora è stata mantenuta in tutti gli stati. Innanzitutto c'è qualcosa di nuovo contro il vecchio, che si pone innanzitutto di liberarsi dal vecchio, prima di proporre qualcosa di nuovo. Da qui capiamo che l'Ancien Regime nasce con un'accezione negativa. Se coniughiamo libertà e uguaglianza, la prima cosa a venire meno sono i privilegi; se non coniughiamo libertà e uguaglianza, la libertà può stare in piedi da sola e mantenere i propri privilegi, a meno che non tocchino l'uguaglianza.
Questa è la rivoluzione rispetto alla rivolta: cambia il paradigma ideologico, culturale, filosofico.
Viene meno il privilegio, e quindi anche la caratteristica delle società egualitarie. Bisogna dunque riprogettare, e la riprogettazione deve fare a meno di due elementi: l’Assolutismo e il Privilegio. Viene così meno l’Europa del 700, l’antico regime. L’ancien regime, che si reggeva sulla disuguaglianza, sulla libertà di pochi a discapito di tutti gli altri e sul privilegio, viene dunque meno. La rivoluzione consiste nel ribaltare il sistema ideologico finora considerato. Il dispotismo coincideva con la mancanza della libertà, un regime illiberale che deve essere sostituito da un sistema liberale. Il privilegio rende ineguali, l’uguaglianza invece rende tutti uguali.
Il privilegio si mantiene sulla consorteria, cioè sull’accordo tra pochi per mantenere l’esclusione dei più; i pochi si spartiscono i vantaggi.
Il modello della costituzione americana mise in discussione l’ancien regime; lo stato americano, infatti, non riprodusse il modello europeo, ma sorse ex novo, su basi innovative, che vengono poi annunciate nella Dichiarazione dei diritti. La guerra ormai era vinta, le tredici colonie sono diventate degli stati indipendenti, ma cominciano a dimostrarsi molto gelose delle proprie prerogative. Ciascuna desiderava ottenere per sé il massimo dell’indipendenza e dell’autonomia. Questo è lo scontro fra le due possibilità offerte agli americani: una visione più progressista e federale, una più conservatrice.

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