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Situazione generale in Europa nella seconda metà del Cinquecento

Fine del benessere
Attorno il 1550 ci fu un declino del benessere per la popolazione, prima di tutto nel campo dell’alimentazione. La razione media di carne inizia a diminuire, e questo continuerà fino il 1800 circa. Se ne consuma meno di fresca e sempre più di conservata sotto sale. Conseguenza fu il trasformare i campi dediti al pascolo in campi da coltivare. Inoltre si cambiarono le colture (il frumento fu sostituito dal mais che era più redditizio anche se povero di nutrimento).

Troppe persone in Europa
La causa della sottoalimentazione della popolazione europea fu causato parzialmente anche dall’aumento demografico che si era verificato nel periodo precedente. Non sempre era sufficiente mettere a coltura i campi dediti ai pascoli o migliorare le tecniche . Togliere spazi al pascolo significava però non lasciare terreno agli animali che fornivano carne, latte e formaggio. Questo fenomeno fu in misura maggiore in Europa meridionale.

Squilibrio fra domanda e offerta
Attorno il 1550 si manifestò il fenomeno economico dell’aumento dei prezzi. Questo è determinato dallo squilibrio tra le derrate alimentari disponibili e il numero alto della popolazione.
Ben presto iniziarono ad aggiungersi altri motivi inflazionistici a livello della moneta e della sua circolazione. Venivano coniate in vari metalli a seconda del loro valore (oro, argento, rame). Ma la differenza tra le varie monete variava a seconda della quantità disponibile in base alle tonnellate estratte. Inoltre veniva anche manipolata e ne veniva quindi alterato il peso. Come illegalmente facevano i tosa monete, si limava la parte superficiale da ogni pezzo. Questo procedimento veniva eseguito anche dai re.

Argento americano e svalutazione
A peggiorare la situazione fu l’immissione nel mercato europeo di oro e argento americano. Veniva trasportato dalla flotta spagnola, anche se spesso le navi venivano attaccate dai corsari inglesi o olandesi. La grande quantità di denaro circolante provocò quindi una svalutazione della moneta e del suo potere d’acquisto. È una reazione a catena: più denaro circolante, più i prezzi aumentano.

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