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Nei primi inizi del 1500 la chiesa stava rinunciando alla propria identità religiosa e stava smarrendo la predicazione evangelica a causa della laicizzazione della chiesa rinascimentale, che a sua volta era il risultato dei valori dell'Umanesimo.
Inoltre, la preghiera si stava basando in un tipo sempre più individualistico, basato sulla propria interiorità, ed Erasmo da Rotterdam, filologo religioso, voleva aprire la lettura della Bibbia a tutti.
Le indulgenze vennero inizializzate perché l'arcivescovo-principe di Magonza doveva saldare dei debiti, anche se gran parte del denaro ricavato venne devoluto per la costruzione della Basilica di San Pietro a Roma grazie a Leone X.
La campagna per le indulgenze partì nel 1517, ma questo provocò un forte malcontento in Germania poiché la vendita delle indulgenze era affiancata alla simonia, ossia alla vendita di cariche ecclesiastiche. Il tutto, apparve indignitoso ai principi tedeschi che videro il Papa come uno straniero, non riconoscendovi più i valori cristiani. Inoltre i contadini più poveri, che credevano alle indulgenze, erano costretti a pagare prezzi insopportabili per acquistarle.

Lutero espose le 95 tesi alla porta del duomo di Wittenberg nel 1517 come protesta contro ciò che stava accadendo. Riteneva l'uomo giustificato, ossia reso giusto, non con l'acquisizione delle indulgenze, ma solo con la fede in grazia di Dio stesso, e cioè con le proprie opere. L'uomo, diceva Lutero, riceve la salvezza non per meriti suoi ma per la benevolenza di Dio.
A proposito della "sola fede", Lutero continua la sua nuova religione cambiandone alcuni aspetti dalla dottrina cattolica tradizionale. Infatti non si ha più il libero arbitrio, ma il servo arbitrio, cioè la divinità che ha l'assoluta libertà nella vita dell'uomo, il quale non può che peccare. Lutero continua dicendo che nel caso l'uomo avesse la libertà, questo toglierebbe a Dio parte della sua onnipotenza. Così dicendo l'ex frate domenicano negava il cosiddetto "dono" di Dio, che dopo quello della vita è quello della libertà: le azioni dovevano comunque avere il solo fine di piacere a Dio, ma in maniera gratuita.
Un'altro aspetto importante del Luteranesimo riguardava il sacerdozio. Come sappiamo, nella dottrina tradizionale questi era riservato al solo clero, mentre con Lutero la Bibbia era accessibile a tutti, con una lettura personale della Bibbia in sè, attenendosi comunque al significato letterale.
I fedeli di Lutero furono così spinti a "imparare" a leggere la Bibbia, e tutti i credenti erano sacerdoti.
Le conseguenze del libero esame, sono veri e propri nessi logici. Togliendo la riservatezza del sacerdozio infatti, scomparirono molti sacramenti, tra cui quello della confessione, nel quale Lutero fece il punto che non c'erano gerarchie tra uomini. Dal punto di vista culturale invece, vennero promosse la stampa e la produzione editoriale, con una grande diffusione della Bibbia, istituzioni di scuole pubbliche e alfabetizzazione, mettendo su questo piano un passo avanti rispetto ai cattolici.
Lutero accolse solo il battesimo e l'eucaristia, per il solo motivo che questi erano istituiti e documentati nel Vangelo.
A tale proposito, la chiesa romana cercò invano di convincere Lutero a tornare indietro dai suoi passi. Questo venne ufficializzato con la bolla papale Exsurge Domine (insorgi o Signore).
Lutero però, bruciò questo davanti ai principi tedeschi, e ottenne così la scomunica per eresia da parte della Chiesa. L’ imperatore Carlo V tentò comunque di ricompattare ambedue le parti, con la dieta di Worms del 1521, ma anche in questo caso Lutero non tornò indietro e anzi venne seguito da alcuni principi tedeschi e si allontanò da Worms grazie al salvacondotto imperiale, trovando poi rifugio da Federico il Saggio.
Le istanze luterane furono malamente interpretate in chiave politica, contro ciò che voleva Lutero. Nel 1522 ci fu dunque una rivolta dei cavalieri, esponenti di una piccola nobiltà, ai danni della grande aristocrazia ecclesiastica tedesca, ossia i principi-vescovi. Lutero non accettò nemmeno la ribellione dei contadini tedeschi del 1525, con quest'ultimi che rivendicavano alcuni antichi diritti. Ad addizionarsi a questi motivi socio-economici si aggiunsero anche quelli religiosi.
Lutero fu durissimo con questi, e li ritenne omicidi e ladri, ed i principi tedeschi ne uccisero oltre 100 000 a Frankenhausen, con il teologo Thomas Munzer ucciso per pena di morte.
A questi propositi Lutero tornò a ribadire la sua posizione politica, ritenendo quest'arte "istituita da Dio per tenere a freno i malvagi". Così facendo Lutero dimostrò di non voler assolutamente servirsi della propria religione per attaccare la politica vigente.

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