La vita nel castello

All'interno del castello ci sono diversi luoghi nei quali le persone potevano svolgere le mansioni più rilevanti.
La "corte alta" era il cortile interno, separata dalla corte bassa da un altro sistema di mura percorso soprattutto da drappelli di uomini d'arme. Qui si trovava il mastio, dove praticamente viveva il signore con la sua famiglia. L'interno ospitava vari e numerosi ambienti, tutti accomunati da scarsa luminosità (la luce entrava solo da strette e feritoie) e soprattutto d'inverno, da temperature piuttosto basse, visto che il riscaldamento era assicurato soltanto da camini: la cucina innanzitutto con un tavolo in legno sul quale pendeva dal soffitto una sorta di gratta su cui erano appoggiate le riserve alimentari allo scoppio di difenderle dai topi. C'era poi lo stanzone che ospitava i soldati, occupata da file di letti sormontati da pagliericci e da una grande quantità di armi; giubbe imbottite di cotone crine, specie di maglie di ferro dette "usberghi", corazze di piastre rivestite in velluto, cubitiere e baviere a protezione rispettivamente dei gomiti del collo, ginocchiere. Al piano superiore si trova solitamente il salone principale, dove il signore si intratteneva con la sua famiglia e dove amministrava la giustizia seduto su un trono. Solitamente le pareti erano abbellite da freschi, stemmi e splendidi arazzi. Questo era anche il luogo in cui si tenevano i grandi banchetti e in cui gli ospiti venivano allietati, alla luce delle torce, da giullari e cantastorie.

Le camere da letto erano pochissimo arredate: un letto (quello dei nobili era di frequente sormontato da un baldacchino), delle cassepanche per gli abiti, alcuni sedili, oltre a candelabri e torce fissati alle pareti. Su delle panche in pietra, ricavate nel muro, la signora e le sue ancelle trascorrevano il tempo ricamando e cucendo, soprattutto nei lunghi periodi in cui il signore era lontano, in guerra o a caccia. Accanto alla camera dei feudatari c'era la cappella privata per le preghiere. Nei sotterranei si trovavano le prigioni: si trattava di piccolissime celle prive di qualsiasi apertura verso l'esterno, erano umide, buie , infestate da topi e cimici.

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