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La nascita delle università

Una delle novità del XII secolo è stata la nascita delle Università, istituzioni in cui gli studenti avevano una parte attiva: partecipavano alle elezioni delle autorità accademiche e finanziavano e gestivano in parte l’Università stessa. I professori non sempre appartenevano al territorio in cui si insegnava e questi dovevano essere in possesso di una licentia docendi concessa dalla Chiesa. Maestri e professori per poter entrare in una corporazione dovevano superare un esame di ammissione nella materia in cui erano più istruiti. L’esame per ottenere la licentia docendi era basato su una lezione che rappresentava il primo atto con cui cominciava l’insegnamento. Tra le Università che sorgono in questo periodo ricordiamo lo Studium fondato a Bologna nel 1088 e che divenne, insieme all’Università di Pavia, un centro famoso per lo studio del diritto. Dunque, se Salerno dal IX secolo dava lustro all’Italia in campo medico e Bologna in campo giuridico, la Toscana, terra di lotte tra papato e impero e culla di arte, cultura e politica, è da ricordare per lo sviluppo linguistico. In questo periodo si sviluppa la letteratura e l’arte: l’architettura poté svilupparsi grazie alle commissioni di torri, mura difensive e palazzi comunali; la pittura assunse importanza perché pittori, scultori e decoratori vengono chiamati ad abbellire le mura di palazzi e chiese appena sorti. Fu questo il periodo di Giotto, Cimabue e Piero della Francesca.

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