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Trentino - Dall'epoca romana alla Restaurazione

Epoca romana
I Romani entrarono in trentino attraverso scambi commerciali e pacifici usando solo in alcuni casi (rari) la violenza. I romani concessero ai trentini il diritto latino (ius Latii) e la cittadinanza romana che portò alla costituzione di Municipia. I Municipia erano le città e il territorio circostante.
Territorio: era diviso in base al procedimento del centuriatio che consisteva nel dividere il territorio in linee parallele e perpendicolari come fosse una griglia. Il Trentino apparteneva alla X regio. Comprendeva, la valle dell’Adige, tra Rovereto e Merano, il corso inferiore dell’Isarco, le valli di Non e di Sole.
Tridentum: le mura perimetrali avevan la lunghezza di circa 400m l’una, la città poteva contenere 5.000 abitanti. Tridentum era posizionata in una zona strategica ed era stata fondata sulla sponda del fiume Adige. Durante la costruzione della città di Trento sono stati ritrovati diversi reperti come la porta veronensis che un tempo era la porta sud di Tridentum. attualmente si trova sotto al museo diocesano. È possibile visitare i reperti allo spazio archeologico SASS, accessibile da piazza cesare battisti. La città era divisa secondo l’ordine dei cardi e dei decumani (le strade). Le necropoli si trovavano al di fuori delle mura per evitare la diffusione di malattie.

Ritrovamenti: tavola clesiana (lastra di bronzo) con cui l’imperatore romano concedeva agli Anauni ai sinduni e ai tuliassi la cittadinanza romana. È stata ritrovata nella zona di Cles e risale al 46 d.C. Il trentino è una zona strategica per i rapporti commerciali tra Italia e Germania infatti i romani costruirono la via Claudio Augusta che si divideva in Altinante che partiva da Altino (Treviso) e passava per la Valsugana e quella padana che partiva da Ostilia (Mantova) e passava per la valle dell’Adige. A Trento si congiungevano e proseguivano verso l’area germanica.

Evangelizzazione in Trentino
Il cristianesimo in trentino si è diffuso grazie alla figura di San Viglilio che con l’aiuto di Martirio Sisinio e Alessandro andò di valle in valle a predicarlo. Inizialmente le popolazioni rurali erano pagane, ma nel 313 con l’ editto di Costantino, che concedeva la pratica del cristianesimo, nelle città vi furono dei gruppetti di gente che divennero cristiane. In trentino l’evangelizzazione si diffuse dopo la morte di San Vigilio. Vigilio aveva assunto la carica di vescovo di Trento grazie all’aiuto di Ambrogio (vescovo di Milano). I martiri (i tre martiri) morirono in Val di Non e secondo una leggenda morirono lapidati dalla popolazione nonesa. San Viglilio morì lapidato dopo aver distrutto una statua di un dio pagano in Val Rendena.

Principato vescovile
Il P.V. durò per otto secoli, dal 1027 al 1803. Il documento più antico comprovante la fondazione del Principato, è il diploma di donazione del 1027 con il quale l’imperatore Corrado II il Salico investe la chiesa di Trento del potere politico sul proprio territorio. Nel 1796 la città venne invasa dalle truppe napoleoniche e l'ultimo principe vescovo, Pietro Vigilio Thun, lasciò il castello e si rifugiò nella fortezza di famiglia in Val di Non. Un principe vescovo era un vescovo che univa al suo ruolo religioso il potere temporale su di un territorio.

Principi vescovi importanti Federico Vanga (1207-1218): legittimò il potere temporale ecclesiastico elaborando il Codex Vanghianus, ovvero una grande raccolta di documenti che attestavano diritti e doveri del vescovo. Fece costruire una torre che prese poi il suo nome. Bernardo Clesio (1514-1539): preparò Trento a ricevere il Concilio di riforma cattolica riorganizzando giuridicamente ed amministrativamente il Trentino. Cristoforo Madruzzo (1539-1658). Da inizio alla dinastia vescovile dei Madruzzo che si tramandano il potere da zio in nipote per tutto il 16° secolo.

Concilio di Trento (1545-1563): Grazie agli sforzi di Clesio, ma soprattutto grazie alla sua posizione geografica e storico- culturale di città mediana tra il mondo italiano e quello germanico, nel 1542 Trento venne scelta come sede per il Concilio di riforma della Chiesa. A ciò, Trento deve senza dubbio la sua fama mondiale . Trento godette di grande fervore dato che per alcuni anni tutti i pezzi grossi della Chiesa abitarono a Trento. Trento fu' al centro dell'interesse mondiale e rappresentò il momento emblematico di confronto fra le varie correnti di pensiero religioso,tra cattolici e protestanti create da Martin Lutero, un monaco tedesco. Al termine i risultati furono una divisione netta tra protestanti e cattolici e un periodo di sviluppo culturale, edilizio, architettonico, urbanistico.
Le compattate: nel 1363 e nel 1365, una convenzione il grado di supremazia raggiunto dal potere austro-tirolese. Il vescovo doveva assistere i conti del Tirolo contro chiunque, eccezion fatta per il Papa; in caso di conflitto tra vescovi e conti, i funzionari dovevano appoggiare i conti ed erano sciolti dal giuramento di fedeltà ai vescovi. Una seconda versione delle compattate, stipulata il 5 novembre 1365. I contraenti costituivano così un’alleanza perpetua che «traduceva l’avvocazia in una specie di confederazione militare, nella quale il conte del Tirolo doveva essere per il principato vescovile di Trento il supremo comandante in caso di guerra; per natura sua essa implicava anche uno stato di confederazione politica, che limitava in modo corrispondente il raggio d’azione della politica estera».
Rodolfo Belenzani: una rivolta cittadina, guidata dal nobile trentino Rodolfo Belenzani, diede il via ad una nuova fase di turbolenza. Ad essa fecero seguito altre rivolte nelle valli di Non e di Sole. Il vescovo fu costretto dalla cittadinanza ad una serie di concessioni che sancivano di fatto la nascita di un’autorità comunale (28 febbraio); il Belenzani stesso si fece eleggere capitano del popolo.
Massimiliano I (1508-1516): la contea del Tirolo e il principato vescovile di Trento furono dunque uniti dinasticamente al regno di Germania e – qualche anno dopo – all’Impero. Venivano così a cadere i motivi di attrito tra Trento ed Innsbruck: il fatto che le cariche di imperatore, arciduca d’Austria e conte del Tirolo fossero congiunte nella stessa persona era una garanzia per la sovranità del vescovo, non essendovi più alcun nobile tirolese o austriaco interessato ad annettersi il suo territorio. Anzi, nell’ottica degli imperatori, la stabilità degli Stati ecclesiastici era un valore da salvaguardare per non compromettere l’assetto dell’intera compagine imperiale.
Illuminismo: movimento che si sviluppò principalmente a Rovereto è che metteva al centro delle conoscenze la scienza, la ragione. Si sviluppò principalmente a Rovereto perchè a Trento c’era il Principato Vescovile che si basava sui principi della chiesa per via del Principe Vescovo.
Maria Teresa (1740-1780): imperatrice d’Austria che risale in periodo dell’assolutismo che diceva che i poteri affidati le discendevano da Dio. Fece la riforma per la scuola (algemeine schulhordnung), impose dazzi doganali e impose l’obbligo di arruolarsi nell’esercito ed aumentò le tasse.

Restaurazione: ha inizio dopo il congresso di Vienna (1814-1815) dove i sovrani dell’età Napoleonica si riunirono per riorganizzare i vari stati dopo l’impero austriaco.

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