1300: Crisi Europea

Secolo determinato da una profonda crisi che si sviluppa su vari piani. Viene tra l’altro accentuata dalle condizioni climatiche, tanto è vero che: cessa il disboscamento poiché il legno stava finendo; si ha un susseguirsi di inverni gelidi e piovosi che determinano il formarsi delle paludi difficilmente bonificabili; si ha così uno scarso raccolto. Influiscono anche le condizioni socio-economiche: mancano infatti alimenti per produrre gli anticorpi necessari alla sopravvivenza; si hanno scarse condizioni igieniche con il conseguimento della peste che colpisce la popolazione a livello europeo, decimandola di oltre 1/3, nonostante avesse un continuo incremento demografico. Gli uomini incominciano così a crede di essere stati abbandonati da Dio.

Universalismo politico
Il 1300 è il secolo del cosiddetto “Universalismo politico” ossia né il Papa, né l’imperatore possiedono più un potere universale. Possiedono quindi un potere semplicemente formale.

In Italia, la corona passerà agli Asburgo consapevoli di avere una carica di nome ma non di fatto, tanto è vero che perderà sin da subito la sua importanza.
Bonifacio VII, ultimo papa teocratico, non vuole capire la situazione, è infatti convinto di creare un vero potere universale, affermando il suo potere nel Lazio e sconfiggendo l’importante famiglia aristocratica de I Colonna che lo accusavano di essere simoniaco, contestando la validità della sua elezione. Inoltre, per dimostrare la sua supremazia, indice l’Anno Santo o Giubileo, per poter ricevere la remissione dei peccati non solo per se stessi ma anche per i defunti, con la vendita delle indulgenze. Così Roma viene invasa da pellegrini, che vanno non con l’intensione di sottostare agli ordini del papa, ma poiché si viveva un clima di insicurezza e tensione per via del cambio del secolo, delle condizioni sociali degradanti del popolo e per la paura del Giudizio universale.
Nel contempo, la Francia è governata da Filippo IV il Bello il quale, volendo estendere la sua egemonia, tassa anche il clero, da lui considerato suddito della monarchia nazionale. Questo fatto manda Bonifacio VIII su tutte le furie, tanto è vero che per affermare la sua supremazia risponde con la scomunica. Filippo il Bello decide allora di convocare gli Stati Generali, formati dalla nobiltà, dal clero e dalla borghesia. Si affida totalmente su questi, rimettendo il mandato di carica nelle loro mani. Ottiene così il consenso da tutti e 3 che, lasciando passare la scomunica, legittimano la riaffermazione dei poteri del re. Bonifacio viene quindi dichiarato Papa simoniaco ed eretico, e, su decisione di Federico il Bello, viene deposto da Sciarra Colonna, colui che sarebbe dovuto diventare da prima di Bonifacio, Papa. Viene inoltre umiliato con lo schiaffo di Anagni che ricevette dal nuovo pontefice. Il Papato viene inoltre spostato da Roma ad Avignone (divenuta bellissima per le strutture architettoniche create dai Papi), tanto è vero che la monarchia Francese avrà il diretto controllo sulla Chiesa cattolica. Solo nel 1370 circa verrà nuovamente spostato a Roma, precisamente a San Pietro. Questo periodo di permanenza ad Avignone, verrà chiamato Cattività Avignonese, poiché il papato viene spostato dalla sua sede originaria.

Contestualizziamo:
- Francia e Inghilterra, sono le protagoniste della cosiddetta “Guerra dei Cent’anni” che durerà dal 1337 al 1453. Le cause sono conflitti di tipo dinastici, infatti alle origini, gli inglesi rivendicano la corona francese che, secondo il Re d’Inghilterra, sarebbe dovuta spettare a lui in quanto di origine Normanna. Seconda motivazione erano i grandi possedimenti di feudi inglesi nel territorio francese che limitavano i poteri al re di Francia e aumentavano quelli del re d’Inghilterra. Così l’Inghilterra attacca la Francia e ne conquista buona parte per circa vent’anni, ma in seguito, grazie a Giovanna D’Arco, contadina sedicenne lorenese, la Francia ebbe rivalsa sugli invasori, e grazie a uno spirito patriottico incitato dalla giovanissima eroina, si riuscirà a trovare una pace.
- Altro conflitto si svolge in Inghilterra con la “Guerra delle due Rose”. Non erano altro che guerre civili caratterizzate dall’affermazione del potere, che non aveva più eredi. Il conflitto principale avviene tra la dinastia dei Lancaster e quella degli York. Il tutto si conclude con la vittoria della dinastia dei Tudor, discendente da entrambe le famiglie, che si afferma e prenderà la corona inglese.

Italia dalla fine del 1300, all’inizio 1500
A Firenze, rispetto al resto dei comuni del nord’Italia, si ha una situazione diversa. Le Arti Maggiori (specie di sindacato) grazie agli “Ordinamenti di Giustizia” di Giano Della Bella, s’impossessano della carica del priorato, eleggendo sei magistrati in carica per due mesi che affiancano il podestà. Si arriverà ad una rivolta, il cosiddetto Tumulto dei Ciompi nel 1378 (coloro che lavorano la lana) che vede da una parte schierate le Arti maggiori (7 priori), costituite dal popolo grasso, e dall’altra le Arti minori (9 priori), costituite dal popolo minuto, appoggiate dalle Arti medie (5priori). Le Arti minori vogliono prendere parte al governo della città in quanto sono generalmente esclusi dalla vita politica e ridotti in miseria. Questa insurrezione viene subito repressa da un’oligarchia borghese che provvede ad annientare il comune podestarile predisponendo le basi per quello signorile.
Terza è ultima fase è quella del comune signorile, determinata dal continuo accentuarsi del potere assoluto nelle mani di una persona e dalla possibilità di ereditarietà. Con questo tipo di comune infatti, non vi era più una forma democratica di potere come in precedenza, tanto è vero che al suo comando si trovava una persona che aveva preso il potere amministrandolo senza dover rendere conto a nessuno, e non lo aveva più lasciato, trasmettendolo quindi ereditariamente. Le signorie sono molto simili a una monarchia nazionale, ma ciò che gli manca è un esercito personale, tanto è vero che, in caso di guerre o conflitti, si affidano alle compagnie di ventura, i cosiddetti mercenari, i quali combattono a servizio di chi offre di più.

Esempi di dinastie familiari possono essere i De Medici a Firenze, che si affermano in quanto riescono a ristabilire la situazione di conflitto che vede la città divisa tra Guelfi Neri e Guelfi Bianchi, e gli Sforza a Milano.
Questi ultimi diventano signori di Milano grazie a Ludovico il Moro, il quale chiede aiuto agli Angiò, precisamente al re del tempo: Carlo VIII, per potersi affermare. Quest’ultimo sfrutta l’occasione per scendere in Italia e finalmente rivendicare la Sicilia e allargare i suoi poteri. Non può trovare momento migliore di questo per attuare una strategia espansiva, in quanto l’Italia si vede divisa in cinque stati principali possedenti strutture amministrative molto evolute ma con risorse finanziare scarse per via dei territori molto meno vasti rispetto a quelli delle monarchie nazionali, e di conseguenza inferiori a quelle di un re. Attraverso un piano diplomatico riesce a invadere Firenze, Roma e Napoli, dove il Re Ferdinando II D’Aragona, abbandonato dai suoi baroni, gli cedette il campo senza alcuna resistenza. Quando però Carlo VIII s’impossessò di Napoli, tutti i principati italiani, riscontrando una rilevante minaccia nelle sue mire espansionistiche sull’Italia, si coalizzano contro di lui in una Lega di Venezia, alla quale partecipano la chiesa, gli Asburgo, Venezia e Milano. Carlo, sconfitto, torna in Francia dove morirà. Suo successore è Luigi XII, il quale vuole proseguire i progetti del predecessore. Prima di tutto però stringe delle alleanze diplomatiche con Venezia, con gli svizzeri, ma soprattutto ottiene l’appoggio del Papa Alessandro VI, papa simoniaco e nicolaista che ha quattro figli, tra i quali Lucrezia e Cesare Borgia. Gli promette infatti, su richiesta del papa, di donare al figlio Cesare, un principato tra l’Emilia e il Veneto e di farlo principe. Quest’ultimo, pur di diventare principe, fa tutto ciò che gli è possibile. Diventerà tra l’altro motivo di ispirazione e modello ideale di principe per Machiavelli, che lo esalta e lo difende spiegando che in politica il fine giustifica i mezzi. Il piano di Luigi XII però non andrà a buon fine, in quanto, dopo la morte di Alessandro VI, il suo successore sarà Giulio II che lo ostacolerà prendendo parte della Lega Santa formata dal Ferdinando II D’Aragona e i Veneziani, contro quindi la Francia.
Caratteristica di Giulio II è il voler riformare militarmente e politicamente lo Stato della Chiesa, tanto è vero che lo gestisce come se fosse un imperatore quindi non in modo spirituale ma in modo materiale. Amante delle guerre, per prima cosa va contro la Francia, in quanto si è alleata con i Borgia, odiati da lui in quanto coinvolti in numerosi scandali che andavano contro la religione. Combattendo in nome della Chiesa, riesce a scacciare i francesi e Cesare Borgia, lasciando così il principato scoperto. Questo territorio diventa l’obbiettivo di Venezia che entra automaticamente in conflitto con il Papa. Giulio II formerà la Lega di Cambrai e sconfiggerà Venezia ad Agnadello nel 1509 riuscendo così ad ottenere per se il tanto ambito principato. Nonostante sia stata sconfitta, Venezia riesce a salvarsi e a trovare degli accordi pacifici grazie al suo efficiente e diplomatico apparato burocratico, perdendo però gran parte degli acquisti territoriali.

Le monarchie iberiche – Scoperta dell’America
Siamo nel XIV. La penisola iberica si trova divisa in 5 principali regni differenti: Regno di Portogallo, Regno di Castiglia, Regno di Aragona, Regno di Navarra e Regno di Granada abitato dai musulmani. I Regni di Castiglia e Aragona affrontano però dei lunghi e sanguinosi conflitti di successione interni che vengono momentaneamente risolti con l’unione in matrimonio di Isabella di Castiglia e Ferdinando D’Aragona. L’unione delle corone però non risolve la situazione: Castiglia e Aragona sono comunque due identità distinte nella lingua e anche nell’amministrazione, e, oltre a queste differenze, vi era anche una certa tensione scatenata dal fatto che in entrambi i Regni vi erano etnie minori quali i moriscos (discendenti dalla dinastia musulmana, abili agricoltori) e gli ebrei (abili commercianti, talvolta usurai). L’unica cosa che univa i Regni era la religione cattolica, infatti, l’obbiettivo di entrambi, era scacciare gli Arabi che da tempo occupavano le loro terre. Isabella di Castiglia vuole infatti liberare il Regno di Granada, mentre l’obbiettivo generale, era quello di convertire le due etnie, le quali facevano resistenza alla conversione. Isabella riesce a riconquistare i territori di Granada, attraverso un compromesso che prevedeva la riappropriazione delle terre e la libertà di culto. Questo patto però dura ben poco in quanto continua sino al 1500 la conversione forzata. Intanto nel 1492 Ferdinando e Isabella firmano un decreto che prevede una cacciata degli ebrei.
Nello stesso anno, la Spagna è la protagonista di un altro importantissimo evento. Appoggia e finanzia infatti il progetto di Cristoforo Colombo, abile navigatore ed esploratore Genovese, che mise in dubbio la teoria di Tolomeo, affermando che la terra è sferica. Progetta dunque un viaggio per arrivare alle Indie via mare che, rifiutato da Genova e Portogallo, viene accettato da Isabella, la quale è convinta, se tutto va a buon fine, di arricchirsi con le risorse dell’Oriente e con le nuove tratte marittime scoperte. La notte tra l’11-12 ottobre del 1492, sbarca con le 3 caravelle (Nina, Pinta, Santa Maria) in una delle isole delle Bahamas, convinto di essere nelle Indie, che nomina San Salvador.
Compreso che le terre scoperte non erano le Indie, il nuovo mondo viene visto come fonte di ricchezza. E’ l’era dei conquistadores: soldati, esploratori e avventurieri spagnoli che si dedicano a conquistare le nuove terre. Una volta sbarcati incontrano indigeni che indossano gioielli d’oro, di conseguenza tornano in Spagna e spargono la voce che questo nuovo mondo è ricco di risorse preziose. I nuovi territori vengono invasi dagli Spagnoli (sanno combattere perché hanno dovuto resistere per ben 7 secoli alla dominazione Araba) guidati da Cortés e Pizarro, nobili senza possedimenti. Decidono di non fermarsi alle isole, tanto è vero che esplorano l’entroterra arrivando Cortés in Messico, posto ricchissimo d’argento, e Pizarro in Perù, posto ricchissimo d’oro. Queste avventate invasioni però procurano molti danni. Sia in Messico che in Perù verranno sterminate ben due civiltà differenti tra loro, rispettivamente gli Atzechi in Messico e gli Incas in Perù. Gli indigeni vengono infatti sfruttati, costretti anche con la minaccia di morte a lavorare, vengono privati delle loro abitudini vitali: ad esempio sono vegetariani, ma vengono costretti a mangiare la carne. A questo si aggiungono le malattie importate dagli spagnoli, come il vaiolo e il morbillo, che si diffonderanno a macchia d’olio per via delle basse difese immunitarie. Inoltre vengono torturati e costretti alla conversione religiosa.
Una volta che vengono sterminati gli indigeni, vengono sfruttati gli schiavi Africani. La Spagna, essendo cattolica, non commercia gli schiavi. Il Portogallo invece è sempre cattolico, ma gli importa di meno e provando forte interesse nelle Americhe, prenderà in mano il traffico degli africani, occupando anche il Brasile, dove troverà un legno particolare e ottimale per la fabbricazione delle barche: il brazil, dal quale deriva il nome dello Stato.
I conquistadores spagnoli, danno enormi quantità di oro e di argento agli spagnoli in cambio di armi, abiti, cibo spagnolo e prodotti finiti. Il problema principale è che in Spagna non lavora nessuno, di conseguenza, compra dagli altri paesi con l’oro e l’argento prodotti necessari. Incomincerà così a circolare in grandi quantità l’oro e l’argento in tutta Europa, provocando così un’inflazione, che determinerà la svalutazione della moneta e un rincaro dei prezzi, che andranno a gravare sul ceto inferiore.
Le colonie stanziatesi nelle americhe, sono governate dai conquistadores, che hanno la via libera per amministrare come meglio ritengono, diventando così capi di encomienda, ossia possedimenti terreni enormi in mano a una persona. L’importante è che riforniscano la madrepatria di prodotti tipici.

Carlo V
In Spagna Giovanna la Pazza è l’erede del regno di Castiglia che sposa Filippo il Bello, figlio di Massimiliano I D’Asburgo. Il loro è un matrimonio di tipo politico, infatti quando morirà Filippo il Bello, Giovanna sarà ritenuta pazza e quindi le verrà proibito di governare. Di conseguenza, a soli 6 anni, Carlo V diventa l’erede di un vastissimo impero: dalla parte del padre eredita la Borgogna, l’Artois, i Paesi Bassi, il Lussemburgo, il Brabante e le Fiandre; dalla madre eredita Castiglia, Aragona, le Americhe, la Sardegna, la Sicilia e il Meridione.
Alla morte di Massimiliano I D’Austria, Re di Germania e imperatore del Sacro Romano Impero, nonché nonno di Carlo V, Francesco I, re di Francia, comprende di essere circondato, e insieme a Papa Leone X tenta di ostacolare la candidatura di Carlo, e con la scusa si essere un lontano erede della dinastia dei Carolingi, decide quindi di presentarsi all’elezione imperiale. Carlo V, grazie ai finanziamenti dei Fugger (famiglia di banchieri) e di altri banchieri, i quali erano interessati alla gestione delle risorse dell’America, riuscì ad ottenere i voti dei 7 principi elettori. Le elezioni di Carlo a imperatore viene accolta con una grande rivolta dalle città spagnole perché ai loro occhi, era vista come una subordinazione alla Germania.
Il politico Mercurino Gattinara, riesce a far capire a Carlo V che se lui veramente lo vuole, può diventare un abilissimo imperatore. Di conseguenza questo incomincia a emanare leggi, non avendo il successo desiderato. Essendo il suo un territorio vasto, ma formato da diversi Regni con diverse tradizione e usanze, scatenerà una rivolta in Catalogna. Lui stesso capirà che la rivolta è dovuta al fatto che Spagna e Paesi Bassi avevano due differenti culture, infatti l’una era cattolica, l’altra era protestante.
Carlo V vuole lo Stato di Milano, appartenente a Francesco I, per motivi di continuità territoriale. Grazie al suo esercito riesci quindi a conquistarla e a renderla agli Sforza. Francesco I viene sconfitto per ben due volte e rinuncia così ad ogni pretesa sugli Stati Italiani.

Germania
Martin Lutero è il promotore del protestantesimo. E’ un monaco agostiniano e la dura vita che conduce lo porta a pensare che Dio non perdona facilmente come invece faceva capire la Chiesa. Rendendosi conto che l’istituzione religiosa è la più peccaminosa, gli muove contro una critica, entrando nella dottrina e modificandone i sacramenti: elimina la confessione affermando che ognuno è sacerdote di se stesso (sacerdozio universale), afferma che per essere perdonati da Dio bisogna affidarsi solo alla fede, dichiara che il latino, essendo una lingua poco conosciuta specialmente nel volgo, non è una lingua adatta alla diffusione della religione, in quanto chi non la conosce non può dare una libera interpretazione ma deve attenersi all’interpretazione ecclesiastica che è intesa secondo i propri fini. Ultima goccia che fa traboccare il vaso è la vendita delle indulgenze. Lutero infatti affigge nel 1517 nella cattedrale di Wittenberg 95 tesi, scatenando la reale scissione del Cristianesimo. La Chiesa reclama dunque aiuto a Carlo V chiedendo l’immediato arresto di Lutero, il quale viene nascosto da 4 o 5 principi che si convertirono al luteranesimo. I principi ottengono quindi la scomunica da parte della chiesa e l’incameramento dei beni ecclesiastici, ed inoltre non devono più pagare le decime. Vengono così convocate numerose assemblee (Diete) alle quali parteciperanno nobiltà e borghesia. Carlo V per accontentare sia il popolo tedesco, che abbracciava sempre di più il pensiero luterano in quanto intravedeva maggiore libertà, che la Chiesa, chiama Lutero a Warms chiedendogli di sconfessare le proprie tesi, ma quest’ultimo rifiuta e perciò l’imperatore è costretto a condannarlo. Resterà nascosto e protetto dai Principi tedeschi i quali entreranno in conflitto con Carlo V e i Principi cattolici, i quali non ammetteranno la proposta di libera professione di culto, e non giungendo ad accordi si creerà la Lega di Smalcalda cappeggiata dai Principi protestanti, che aveva una funzione prettamente militare contro Carlo V e il suo esercito.
Altro problema di Carlo V è costituito dall’avanzata dei turchi e dalla supremazia che gli arabi volevano sul mediterraneo, perciò cerca una soluzione pacifica con la pace di Augusta nel 1559 (cuis regio eius religio) affermando che il popolo di ogni principato deve professare la religione del principato.

Calvino
Calvino come Lutero entra nella dottrina cattolica per cambiarla, ed infatti aderirà in parte al luteranesimo. Le principali differenze sono la mentalità intellettuale più aperta rispetto a quella agostiniana di Lutero, il compiere opere di bene per ottenere il perdono di Dio che si contrappone alla concezione di pura fedeltà per il perdono, e il creare la chiesa presbiteriana (=anziano; rispetto a quella cattolica ci sono più rappresentanti eletti della comunità che sono persone sagge. Si divide in presbiteri e puritani).

La Controriforma
Carlo V accorgendosi che il luteranesimo e il calvinismo stanno invadendo tutta l’Europa, convoca un concilio, il cosiddetto Concilio di Trento (1542-1564) affinché la Chiesa riformi il cattolicesimo, e durerà per ben 22 anni. Il periodo successivo viene chiamato periodo della Controriforma. Dura per così tanto tempo in quanto viene sempre rimandato, e i motivi principali sono essenzialmente due:
• Nel 1300 Marsilio da Padova scrisse il Defensor Pacis, nel quale veniva messo in discussione se il potere derivasse dal re o dalla sovranità del popolo che legittimava il potere del re. Questa discussione rimane aperta sino al 1500, di conseguenza ci si poneva la domanda se fosse più importante il papa o il concilio. Ciò si contrapponeva quindi al dogma dell’infallibilità papale, ossia ciò che dice il papa non può essere contraddetto o messo in discussione;
• Il concilio era diviso in progressisti che affermano che i sacramenti non vanno modificati, ma qualche mutamento di deve essere per forza, e gli intransigenti che esigono che non si cambi nulla.
Il concilio venne così più volte rimandato dal Papa, il quale aspettava che all’interno del concilio ci fosse una supremazia in quanto essendo stata messa in discussione l’infallibilità papale egli non poteva più prendere decisioni liberamente e aveva bisogno degli intransigenti per poter riformare la Chiesa.
Ad avere la meglio furono però gli intransigenti che diedero il via alla Controriforma riportando la Chiesa al concetto medievale di chiesa chiusa come ai tempi di Gregorio VII. Questo è il periodo dell’Inquisizione, ossia l’istituzione ecclesiastica fondata dalla Chiesa cattolica per indagare e punire, mediante un apposito tribunale laico, i sostenitori di teorie considerate contrarie all'ortodossia cattolica. La Congregazione dell’indice controllava la circolazione dei testi (attuale C.E.I conferenza episcopale italiana). Si avrà così nel 1600 un blocco totale della cultura in Italia, in quanto la Chiesa identificherà in ogni tipo di innovazione una forma di peccato da condannare, non accettando così nessun tipo di critica.
L’unico lato positivo della Controriforma fu la nascita dei Gesuiti, un ordine ecclesiastico che ha come scopo principale quello di ridare credibilità al cattolicesimo, utilizzando la cultura per confutare le confutazioni luterane e calviniste. Sono uomini di elevatissima sapienza culturale, tanto che il minior tempo di studio è 15 anni, inoltre fanno da precettori ai figli dei nobili, in modo tale da educarli alla religione cattolica, essendo loro la futura classe dirigente.

Francia
Il calvinismo si diffonde in Olanda, Scandinavia, Scozia e anche in Francia. Quest’ultima è governata da Caterina de Medici (abituata allo sfarzo fiorentino fa costruire il Louvre) e Filippo II che muore precocemente lasciando il trono nelle mani della moglie in quanto i figli (4 maschi e 2 femmine) erano tutti minorenni. Da ora in poi avranno inizio le guerre di religione. I nobili infatti vedono un trono più indifeso del solito e lo vogliono conquistare ad ogni modo. Di fatto è una guerra fra nobili camuffata come guerra di religione. Infatti Enrico IV re di Navarra, approfittando della diffusione del calvinismo, si converte a questa religione per assicurarsi più alleati. Caterina de Medici si schiererà a turno con la nobiltà calvinista quando questa perde e viceversa con quella cattolica quando è in svantaggio in modo tale che nessuna fazione diventasse tanto potente da spodestarla. Caterina uccide tutti i suoi figli meno che Margherita di Valois, donna di facili costumi, la quale verrà data in sposa ad Enrico IV poiché la madre era convinta di riuscire a manipolare quest’ultimo a suo piacimento. Rendendosi conto dell’errore, tenta di impedire le nozze senza buoni risultati. Enrico IV diviene re di Francia ed è costretto a convertirsi al cattolicesimo, poiché il re di Francia deve sempre essere incoronato dal papa, e infatti diventerà Enrico IV. Nel 1598 con l’editto di Nantes Enrico IV proclama che in tutta la Francia, Parigi esclusa, è ammessa la libertà di culto. I calvinisti però vogliono denaro in cambio ed Enrico gli concederà 4 città francesi molto ricche per il commerci, nelle quali c’è un governo autonomo.

Inghilterra
In Inghilterra nel 1215 viene stipulata la Magna Carta secondo la quale il re non può condannare senza un processo non può condannare senza un processo equo. Tutt’oggi è in vigore la Common Law, ossia la divisine del potere tra il re, la camera dei Lord e la camera dei comuni. Infatti non vi è una costituzione scritta ma ci si basa su un diritto consuetudinale.
Enrico VIII, non essendo entrato in guerra durante la riforma protestante, incomincia a creare la flotta che conquisterà svariate colonie. Dal suo matrimonio con Caterina D’Aragona, nasce Maria Tudor. Successivamente Enrico VIII si innamora di Anna Bolena, chiedendo così il divorzio che però la Chiesa non gli concede in quanto Caterina D’Asburgo era una parente di Carlo V. Enrico VIII allora si dissocia dalla chiesa cattolica e crea la chiesa Anglicana di cui lui ne è il capo. Tommaso il Moro, suo consigliere umanista molto intellettuale, gli va contro in quanto gli rimprovera di aver fatto una scisma per motivi futili, verrà così rinchiuso in una torre. La corona, inoltre, possiede l’incameramento dei beni ecclesiastici, dividendo così i territori in piccoli latifondi che venderà alla piccola nobiltà. Questo sistema fa si che le terre vengano sfruttate al massimo, incrementando la produttività e arricchendo l’Inghilterra con l’esportazione dei prodotti grazie alla flotta. Enrico VIII avrà da Anna Bolena, Elisabetta I Tudor. Passerà da una donna all’altra sino a quando non avrà un figlio maschio che però morirà giovane. Lascia così il trono alla primogenita Maria Tudor (1553) che sposa Filippo II D’Asburgo, figlio di Carlo V che però non diventerà mai imperatore, ma riceve comunque tutti i possedimenti dal padre meno che l’Austria. E’ il suo opposto: ottuso, chiuso e fortemente religioso. Si crea una reggia a Madrid e non uscirà mai dalla Spagna. Anche Maria Tudor è fortemente cattolica tanto è vero che imporrà la religione guadagnandosi il soprannome di Bloody Mary (Maria la sanguinaria). Prima che sorgessero guerre civili per motivi religiosi, Maria muore senza lasciare eredi. Sale così al trono Elisabetta che non viene riconosciuta perché nata fuori dal matrimonio, ma sarà la salvezza d’Inghilterra. La prima cosa che fa è dare libertà di culto a patto che non provochi guerre civili, inoltre allestisce un’enorme flotta mercantile di navi veloci dalla quale nascerà l’Impero Coloniale Britannico. Filippo II si propone come suo marito, che lo rifiuta consapevole del fatto che l’avrebbe manipolata. Elisabetta attacca con le navi i galeotti spagnoli saccheggiandoli sotto forma di pirateria. Ad uno di questi corsari, Francis Drake, lo nomina addirittura baronetto col titolo di Sir. Filippo II e il papa iniziano a complottare tramite Maria Stuart, regina di Scozzia.

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