daddy8 di daddy8
Ominide 1072 punti

Trecento - Le crisi dinastiche


Il secolo Trecento, oltre ad essere caratterizzato dalle violente epidemie di peste che si abbatterono in Europa, dalla continua presenza della guerra, dai cambiamenti climatici, vide anche la presenza di crisi politiche e, soprattutto, una gravissima crisi di tipo sociale. I disordini economici, i sollevamenti nelle campagne, riduzioni dei canoni pagati dai contadini, furono tutte cause che rappresentarono per la nobiltà, già frammentata, una grave minaccia. Ciò contribuì alla tendenza da parte di questa classe sociale a partecipare a qualsiasi evento militare, interno o esterno, dal quale potesse ricavare eventuali feudi o contratti di servizio. Alla base di queste guerre però, ci fu un'altra causa importante: le crisi di successione dinastica.
E' noto che la successione al trono avveniva in due modi: tramite successione ereditaria, nel caso in cui il sovrano aveva un figlio maschio e maggiorenne (caso dei principali Stati europei come Francia, Inghilterra, Portogallo). Mentre in altri territori, come per esempio in Germania o in alcuni regni dell'Europa Orientale, l'elezione del successore alla Corona dipendeva dai nobili e dagli ecclesiastici, i quali si riunivano in assemblee. Normalmente si evitava di far trascorrere un lungo periodo di tempo senza un sovrano: ciò poteva accadere nel caso in cui le condizioni citate sopra venivano a mancare.

In questi contesti, non mancarono le lotte interne tra fazioni formatesi all'interno delle dinastie regnanti. Vi era la possibilità di concedere per un periodo di tempo limitato la Corona ad un figlio minorenne, questo solo però nel caso in cui quest'ultimo fosse affiancato ad una guida-tutela. Altri rischi incombevano invece nel caso in cui il successore alla Corona dimostrava di non possedere le qualità necessarie per assicurare alla dinastia un regno stabile, per esempio a causa della sua incapacità politica, o comportamento riprovevole, propensione all'arbitrio. Si poteva inoltre, valutare la possibilità della discendenza femminile, nel caso in cui non ci fossero figli maschi; ma ciò poteva comunque scatenare le ire dei parenti maschi che potevano rivendicare diritti di successione.
Il caso più grave invece si manifestava nel caso in cui la morte di un sovrano sanciva la totale estinzione della dinastia. Casi di crisi dinastica si sono manifestati nei principali Stati europei. In Inghilterra, per esempio, l'uccisione di Edoardo II, accusato di omosessualità, fu un caso che determinò la crisi dinastica (ma l'unico dei cinque casi in cui non ne conseguì una guerra civile). In Castiglia invece, con la morte di Alfonso XI, salì al potere suo figlio Pietro I, il quale si guadagnò il soprannome di crudele, e ben presto, nelle fila degli oppositori, ci fu Enrico II di Trastamara (figlio illegitimo di Alfonso), il quale, durante una violentissima guerra civile uccise il fratello Pietro I, portando al trono una nuova dinastia in Castiglia. In Francia invece, i Capetingi regnarono per oltre tre secoli, dopo i quali però, non avendo figli maschi per proseguire l'egemonia della dinastia, dovettero lasciare la corona ai Valois (la discendenza femminile non era ammessa in Francia). Il fatto che in Francia non era possibile la discendenza femminile al trono, fece si che il re inglese Edoardo III, pensando di avere buoni motivi per rivendicare la corona francese, desse inizio ad una serie di guerre tra Inghilterra e Francia, le quali poi divennero le due protagoniste della conseguente guerra dei Cento anni.

Registrati via email