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Il tardo medioevo e i comuni

Ripresa e declino del potere imperiale: Enrico VI e Federico II, discendenti di Barbarossa, rinnovarono il progetto di consolidamento di Italia e Germania. Federico II, personaggio di grande cultura e curiosità, (1220-1250) si dedicò all’opera di rifondazione dell’Impero ma fece del Regno di Sicilia e non della Germania la sua base principale. Questo fu la causa del suo scontro con il papato, il quale si sentiva minacciato da un potere in Italia. Federico fu scomunicato 2 volte. In seguito Enrico VII, nel 1310, scese in Italia come pacificatore delle lotte interne tra guelfi e ghibellini. La sua missione, nella quale tanto sperava Dante Alighieri, fallì con la sua morte improvvisa. In Germania la potenza dell’imperatore era molto indebolita dal potere dei grandi feudatari. Fu codificata la Bolla d’oro (1356, emanata da Carlo IV) con la quale gli imperatori erano designati da 7 grandi elettori, 3 ecclesiastici e 4 laici.


Monarchia francese e papato: il bisogno di finanze spinse Filippo IV il bello re di Francia (nel 1296) all’imposizione di decime agli ecclesiastici, senza il consenso del Pontefice. Il papa Bonifacio VIII reagì invitando gli ecclesiastici ad opporsi. Filippo IV allora convocò gli Stati Generali (1302), dei quali facevano parte i rappresentati del clero, della nobiltà e della borghesia, i quali dichiararono che i poteri del sovrano discendevano direttamente da Dio, senza la mediazione Papale. Il papa reagì emanando (1302) l’Unam Sanctam con la quale affermava che il papa, unica testa della chiesa cattolica, aveva il potere sul mondo e su ogni essere umano (imperatore compreso). Filippo IV, con l’appoggio della famiglia dei Colonna, giunse ad Anagni, dove lo catturò e lo schiaffeggiò. Bonifiacio morì a breve.


Il papato di Avignone: Il successore di Bonifacio VII, Clemente V, per trovare un intesa con la monarchia, trasferì la sede papale ad Avignone (nel 1309).


Monarchia inglese: durante il XIII secolo ci fu un processo di rafforzamento della monarchia inglese. Già dall’XI secolo l’Inghilterra si stava centralizzando, con la suddivisione del territorio in contee, dove operavano gli sceriffi. Un passo decisivo nell’evoluzione della monarchia si ebbe nel 1215 quando i baroni inglesi, approfittando delle debolezza del re Giovanni Senza Terra, ottennero la Magna Charta Libertatum, nella quale si stabiliva l’obbligo del sovrano a ottenere l’approvazione del gran consiglio prima di emanare disposizioni, e il dovere di rispettare le leggi anche da parte del sovrano. Le istituzioni inglesi si perfezionarono con la creazione della Camera dei comuni (1339) che si affiancò a quella dei lords.


Regno di Sicilia: alla morte di Federico II e del suo successore Manfredi, il Regno fu preso da Carlo d’Angiò, degli Angioini. La capitale fu trasferita a Napoli e furono inasprite le tasse. Per questo la popolazione, con l’aiuto degli aragonesi, riuscì a riconquistare il regno (1282), grazie anche all’intervento militare di Pietro III d’Aragona che fu incoronato.


Comuni in Italia: nel XIII secolo maturò il ceto di mercanti, imprenditori, artigiani (popolo grasso ovvero ricco) il quale attraverso l’organizzazione delle arti o corporazioni esercitò una pressione per acquistare potere. Milano si afferma, nel XIII secolo, principale centro di produzione tessile dell’Italia e da inizio a una politica espansionistica verso i paesi limitrofi. Il governo rimase disputato tra due fazioni aristocratiche: i Torrioni (guelfi), e i Visconti (ghibellini) che ebbero la meglio. Firenze ha una fase di sviluppo straordinario nel XIII come centro di produzione e di commercio tessile. Li il popolo grasso, riunito nella arti maggiori, e quello minuto, riunito nelle arti minori, riuscì, grazie all’alleanza con la fazione guelfa, a ottenere nuovi ordinamenti che portano all’istituzione di un nuovo consiglio, gli anziani del popolo. Dopo diversi conflitti nel 1282 fu riorganizzato il governo cittadino. In seguito alla spaccatura tra guelfi bianchi (più favorevoli all’imperatore) e neri (favorevoli al papa), si stabilizzò un tipo di governo che favoriva economicamente emergenti. A Venezia il contrasto tra aristocrazia e popolo grasso avveniva per il controllo dell’elezione del doge, il magistrato supremo. Perciò il maggior consiglio, nel XIII, l’organo consiliare composto dalle famiglie più ricche, conquistò il diritto di designare i candidati al dogato. Nel XIII si impose l’oligarchia, caratterizzata dalla Serrata del Maggior Consiglio con la quale solo un numero ristretto di famiglie potevano accedere al Maggior Consiglio.

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