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Carlo Magno muore nell’814 e alla sua dipartita l’impero passa nella mani di suo figlio Ludovico il Pio.
Nell’840 la sua morte segna un momento cruciale: i suoi tre figli iniziano una guerra per contendersi il potere. Nell’843 il tratto di Verdun sancisce la fine della guerra e la rottura dell’impero carolingio: Lotario I, figlio maggiore ricevette il regno d’Italia, istituito nell’806, che comprendeva geograficamente solo il nord e a titolo onorifico anche il titolo imperiale, ma senza avere più che un comando nominale. Carlo il Calvo invece ricevette la porzione occidentale - gran parte della quale sarebbe divenuta la Francia - incluse anche l'Aquitania, Tolosa e la Settimania. Ludovico ricevette la parte orientale - gran parte di quella che divenne più tardi la Germania - sotto forma di Sacro Romano Impero.
Molti storici oggi ne parlano come momento decisivo per la storia dell’Europa. Si può intravedere la nascita di quelli che nel XIV, XV, XVI sec. chiameremo Stati Nazionali. Se fino ad allora in Europa c’era stato un concetto di assimilazione, dall’843 vediamo spinte non più centripete ma centrifughe. L’impero Carolingio si dissolve anche per nuove invasioni, in questo caso di popoli provenienti dal nord, definiti Normanni o Vichinghi,ossia Danesi, Svedesi e Norvegesi. Si Spostano da Nord a Sud compiendo scorrerie.

Siamo fra il IX e il X secolo. In questo periodo, mentre l’Europa del nord è sotto assedio Normanno, il sud europeo subisce gli attacchi dei Saraceni (Arabi e berberi islamizzati): la Sicilia Bizantina nell’827-828 viene occupata dalle popolazioni Musulmane. L’Europa assediata segue in parte un processo di assimilazione. Fra il X e l’XI secolo il quadro politico Europeo comincia a stabilizzarsi, grazie anche alla cristianizzazione dei nuovi regni che si sono costituiti sulle frontiere orientali: Polonia, Bulgaria, Russia ma anche Danimarca Svezia e Norvegia a settentrione. Si crea una sorta di scudo da nord a est. I nuovi stati mettono il continente Europa al sicuro da nuove invasioni.
Inizia a costituirsi un’organizzazione politica, culturale ed economica di un’Europa cattolica.
Un evento particolare comincia a verificarsi nel sud Europa: la progressiva espansione della società europea porterà ad un ampliamento dei territori cristiani. Storicamente l’evento prende il nome di Reconquista e si interromperà nella seconda metà del 1400 quando i Cristiani cacceranno gli ultimi mori dall’ultima enclave sopravvissuta: Granada.
In questa nuova Europa giocheranno ruoli importanti anche alcune monarchie definite feudali, in modo particolare Francia e Inghilterra.

Nella prima, finita la dinasta carolingia inizia quella Capetingia, con Ugo Capeto, ma la Francia è divisa in tante signorie territoriali così potenti da insidiare lo stesso sovrano che in fatto di possedimenti è molto povero: possedeva il territorio di Parigi e i luoghi limitrofi. Aveva un riconoscimento più di entità morale, ma non era elemento di unità politica né territoriale. Dal dodicesimo secolo i monarchi inizieranno ad assumere anche un altro ruolo, ossia quello di difensori della chiesa, garanti di pace e giustizia. Questo è un passaggio decisivo: il ruolo del re diventa importante, la commistione che si crea fra Chiesa e potere politico sarà vantaggioso alla fine per entrambi. I re francesi verranno considerati re taumaturghi, cioè addirittura capaci di guarire con l’imposizione delle mani grazie all’investitura della chiesa e al volere di Dio.

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