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Verso lo stato moderno

Il potenziamento delle monarchie: dopo la guerra dei cent’anni si sviluppò molti paesi europei una tendenza al potenziamento delle monarchie che si manifestò con:


    1 indebolimento del vecchio potere nobiliare, feudale;
    2 ridimensionamento dei centri di potere locale;
    3 ascesa di nuovi ceti emergenti come la borghesia e la piccola nobiltà;
    4 ampliamento della base territoriale della corona;
    5 direzione centralizzata degli affari pubblici, creazione di apparati fiscali e di forme di prelievo tributario, stabili e capillari.

Questi fenomeni portarono nel 1600 alla piena affermazione dello Stato Moderno. L’impulso decisivo in questa direzione si ebbe con la creazione degli eserciti permanenti, che fecero aumentare i costi della guerra, provocando una maggiore pressione fiscale, un potenziamento delle amministrazioni e quindi una maggior affermazione dello Stato.


Eserciti permanenti e nuovi armamenti: i primi eserciti permanenti furono istituiti in Francia per la guerra dei cent’anni. Carlo VII avviò una vasta riforma dell’esercito con la costituzione di compagnie stabili che, in seguito alla fine della guerra, non furono congedate, ma rafforzate e continuamente pagate, rappresentando così forze di intervento sicure e indipendenti dai feudatari. Questo esempio fu seguito dalle altre potenze europee. L’aumento dei costi della guerra fu causato anche dall’artiglieria che esordì nella guerra dei cent’anni. La polvere da sparo proveniva dalla Cina e arrivò nel 1300 circa in Europa, con l’uso dei primi cannoni da parte di Francia e Inghilterra. Con l’avvento dell’artiglieria, i signori che prima potevano contrastare il re, ora non potevano più farlo, dato l’enorme costo dei cannoni. Così gli stati grandi riuscivano più facilmente a dominare su quelli piccoli.


Le risorse finanziarie degli Stati: i profitti dei sovrani erano strettamente dipendenti dall’importanza del suo dominio. Durante il XIII secolo, dati l’aumento dei costi delle guerre, e il rafforzamento degli apparati amministrativi, era indispensabile trovare nuovi mezzi di finanziamento. In primo luogo, grazie alla rinascita del commercio e al rafforzamento delle autorità monarchiche, il diritto di battere le monete fu tolto dai signori e preso unicamente di re i quali, grazie il signoraggio (profitto che si traeva dalla produzione dei pezzi il cui valore era superiore alla quantità di metallo presente in essi) e alla svalutazione (diminuzione della quantità di oro e argento in ogni moneta), si arricchirono molto. Un altro mezzo per incrementare le finanze era la manovra del fisco date dalle imposte indirette. In Inghilterra, dato il monopolio della lana, il re Edoardo III decise che tutta l’esportazione della lana, a parte quella in Italia, doveva essere convogliata nel porto di Calais, dove veniva riscosso il dazio. Gli introiti regi aumentarono così considerevolmente. Oltre ai diritti doganali si imposero tasse sui prodotti di prima necessità come il grano, l’olio e soprattutto il sale (indispensabile per la conservazione dei cibi). Si cominciò a far ricorso anche alle imposizioni dirette che variavano da paese a paese, ma quasi ovunque nel XV secolo si affiancarono a quelle indirette.

L’emergere delle nazioni: la guerra dei cent’anni iniziò come guerra feudale e terminò come guerra nazionale. Come conseguenza della guerra si ebbe tra gli inglesi una forte accentuazione di un sentimento di superiorità rispetto ai popoli del continente. In Francia invece emerse la coscienza nazionale, che si espanse ben presto anche negli altri paesi nazionali. Fino alla guerra dei cent’anni la lingua parlata dagli inglesi era il francese ma durante questa, poiché lingua del nemico, essa fu abolita. La lingua quindi era il carattere che distingueva meglio una nazione. Anche nella religione, pur sempre cristiana, si svilupparono dei culti nazionali: ogni nazione infatti avevano i loro santi protettori. L’ascesa delle lingue volgari portò alla traduzione della Bibbia in lingue locali. La crisi del papato favorì anche la formazione delle Chiese Nazionali: la cristianità era infatti frammentata in Stati, e si iniziò così a parlare di una chiesa anglicana, gallicana, tedesca ecc.. in questa situazione gli ebrei finirono per trovarsi in una condizione di duplice emarginazione: si aggiunse a quella tradizionale quella derivante l’unità tra stato e religione.

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