Habilis 7402 punti

Il feudalesimo


Dal IX secolo nasce il sistema feudale. I sovrani, lo dividono in parti che affidano ai guerrieri più fedeli, i feudatari o vassalli.
Alla terra, o feudo, è collegato il diritto di sfruttare le sue risorse, compresi i lavoratori dei campi: questo diritto si chiama beneficio.
La concessione del feudo avviene nella cerimonia dell’investitura. Il vassallo giura al signore fedeltà e obbedienza; in cambio il signore gli affida il feudo e i relativi poteri o bannalità: l’autorità sugli abitanti del feudo, il comando civile e militare, il diritto di amministrare la giustizia e di riscuotere le tasse.
Il sistema feudale si moltiplica: i grandi feudatari faticano a governare i loro vasti feudi e dividono le terre ricevuti a feudatari piccoli (valvassori). In molti casi costoro fanno la stessa cosa con i (valvassini).
In teoria quando un feudatario muore, il feudo deve ritornare al sovrano, oppure al feudatario che ha ricevuto l’investitura.
In pratica, però, i feudatari tendono a trasformare l’usufrutto in una vera proprietà.
Tale processo è incoraggiato dal Capitolare di Quierzy emanato nell’877 dal re Carlo il Calvo: secondo questa legge, quando i feudatari maggiori del regno moriranno, potranno trasmettere il feudo in eredità al figlio maggiore.
Così cominciò l’anarchia feudale, cioè la dispersione generale del potere. Il sistema feudale è un sistema rigido e gerarchico: gli uomini rimangono bloccati nella loro condizione di partenza. I contadini liberi finiscono quasi sempre assoggettati ad un signore.

Registrati via email