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Lo scriptorium e la sua produzione

All'interno degli edifici monastici, lo scriptorium era l'ambiente adibito in primo luogo allo studio e al commento dei testi sacri, ma anche alla realizzazione di copie di opere di argomento sia sacro che profano presenti nella biblioteca del monastero. Esse vengono chiamate codici ed erano realizzate su pergamena, solo progressivamente sostituita dalla più economica carta. E' nota l'azione fondamentale svolta dagli scriptoria nella raccolta e nella trascrizione dei testi classici, ed è proprio grazie all'infaticabile attività dei copisti che è giunta sino ai nostri giorni buona parte dell'immenso patrimonio della cultura greca e latina, altrimenti perduto nell'età delle invasioni a seguito delle distruzioni di quanto conservato nelle biblioteche dell'aristocrazia romana. Anzi, proprio a partire dall'età carolingia, "si può dire che quanto sopravviveva dell'eredità letteraria del passato viene conservato, e non si verificano nuove perdite" (Frova).

I monaci addetti alla copiatura, gli amanuensi, abbellivano i codici scrivendone in modo ornato i titoli o le lettere iniziali dei capitoli. Il termine miniatura deriva proprio dal latino miniare, verbo che significa dipingere utilizzando un particolare pigmento o ossido di colore rosso chiamato minium. Quest'uso si accompagna spesso a quello di corredare testi di piccole immagini raffiguranti episodi riferibili al contenuto dell'opera, così da renderlo comprensibile anche visivamente. Amanuensi e miniaturisti erano monaci e l'attività svolta nello scriptorium costituiva per loro un momento di preghiera e di servizio alla comunità. La lectio divina, infatti, cioè la lettura e la meditazione, individuale o collettiva, dei testi sacri, è intesa dalla Regola di San Benedetto da Norcia come un momento fondamentale della vita monastica. I monasteri dovevano pertanto possedere, o almeno produrre, testi manoscritti per tutti i membri della comunità per soddisfare le diverse esigenze del rituale religioso.
Fra le opere di destinazione ecclesiale, essenziale alla vita monastica è l'Antifonario, che raccoglie tutti i canti liturgici dell'anno, mentre l'Evangelario contiene i brani del Vangelo da leggersi durante la messa. Il possesso di una Bibbia completa, tanto più se riccamente miniata, era un segno di prestigio: ciò spiega perchè ne siano stati realizzati, anche su commissione, esemplari magnifici, che spesso venivano poi donati a personaggi autorevoli. Tra i testi usati per la meditazione, si devono ricordare anche i martitologi e i passionari oppure la Vite dei Santi Padri della Chiesa.

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