dj142 di dj142
Genius 12048 punti

Rituali nel Medioevo

Tra i rituali piú importanti dell’epoca medievale va ricordato l’omaggio vassallatico, atto costitutivo del rapporto tra signore e vassallo. La cerimonia prevedeva gesti di forte valore simbolico: le mani giunte del vassallo racchiuse nelle mani del signore, il bacio sulla bocca quando i due contraenti erano di pari dignità, una breve formula con la quale il suddito si riconosceva «uomo» del suo signore. In un secondo tempo si aggiunse un’altra cerimonia, che prevedeva un giuramento di fedeltà con la mano stesa sul Vangelo o su oggetti sacri. La «fede» era una promessa di fedeltà che poteva essere rinnovata piú volte nei confronti di una stessa persona, l’omaggio legava invece i contraenti con un vincolo perenne, che s’interrompeva solo con la morte o il tradimento di uno di loro.
Il culto delle reliquie dei santi costituisce uno degli aspetti più interessanti della cultura medievale. Si trattava di una pratica introdotta in epoca tardoantica, probabilmente con intento ideologico all’interno di una precisa politica culturale, dal vescovo di Milano Ambrogio. Il culto delle reliquie e piú in generale quello dei santi conobbe un enorme successo popolare: in esso infatti confluivano elementi della cultura magica e del folclore (amuleti, talismani, malocchio, pratiche curative) tipici delle antiche credenze tradizionali. Un esempio significativo della diffusione di queste credenze e dei meccanismi che vi soggiacevano è costituito dal culto popolare dell’imperatore romano Traiano, diffusosi attorno al IX secolo. La ritualità e la sacralità del potere, elementi tipici dell’ideologia feudale, venivano così a contatto nel folclore popolare col simbolismo imperiale antico. D’altra parte è su simili tradizioni folcloriche, connesse con il ritualismo politico medievale, che si formarono credenze nel potere taumaturgico di molti sovrani o di intere dinastie.

Registrati via email