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Rinascita delle città e risveglio della cultura laica

Nel XII secolo con la nascita delle città si sente la necessità di personale che segua l’organizzazione amministrativa della città. Inoltre, con lo svilupparsi della borghesia sempre più spesso gli amministratori vengono scelti tra i laici. In questo periodo la maggior parte delle città possedeva almeno una scuola. Per quanto riguarda la lingua si usava il latino ma era scomoda per le attività quotidiane del commercio, così si passa a usare il volgare. I laici riescono a specializzarsi in queste attività amministrative tanto da essere preferiti al clero. Il XII secolo vede un declino dei monasteri e la nascita di nuovi ordini religiosi: Certosini, Cistercensi, Premostratensi, Canonici agostiniani e Camaldolesi. Le scuole che erano nate nei monasteri per istruire monaci e laici vengono chiuse e viene vietato di ammettere nei monasteri fanciulli con meno di quindici anni proprio per evitare che vengano aperte scuole nei monasteri per l’istruzione dei ragazzi. Cadono le scuole monastiche ma nascono le scuole episcopali, che potevano ammettere anche i chierici, cioè coloro che non sarebbero divenuti sacerdoti. Altra novità del secolo è la nascita delle Università, fissando la struttura portante che è rimasta invariata fino al 2000: la creazione del programma di studi, l’istituzione del corso accademico e il rilascio del diploma finale.

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