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RIPERCUSSIONI DELLA RIFORMA CLUNIACENSIA IN CAMPO RELIGIOSO E POLITICO:

Si formò un vasto movimento di riforma religiosa con la fondazione del monastero di Cluny nel 910 in Borgona. Questo movimento si propose il compito di moralizzare la vita ecclesiastica, di riportare il clero alle proprie funzioni spirituali e in particolare combattere il concubinato del clero e il commercio delle cariche ecclesiastiche e delle indulgenze (simonia). I monasteri che aderiscono alla regola cluniacense si scindono dall’ordine dei vescovi, ponendosi direttamente alla dipendenza del pontefice. Con in loro incoraggiamento delle ribellioni del popolo ai vescovi-conti, si va a formarsi una coscienza civile e politica cittadina. In diverse città d’Italia settentrionale infatti, in particolare a Milano, dove il movimento politico-religioso prese il nome dispregiativo di patari, ci fu una lotta accanita contro il clero simoniaco e concubinario e contro l’arcivescovo guido da Velate, a Firenze invece insorsero contro il vescovo Pietro Mezzabarba. Il movimento, diventato forte e diffuso, investiva anche i problemi politici. L’azione riformatrice incontrò anche il favore dei sovrani, EnricoII invece si fece fautore dei movimenti per la pacificazione dette “tregue di Dio” e “salvaguardie”, promossi dai religiosi. Ma le idee cluniacensi, tendevano già a mettere in discussione il sistema dei rapporti tra Chiesa e stato, preparando il terreno per la lotta delle investiture.

CONFLITTO TRA PAPATO E IMPERO NEL XI E XII”LOTTA DELLE INVESTITURE”

Con un elenco di 27 proposizioni formulate mentre fu convocato un nuovo dinodo nel 1075, sostenevano la superiorità del pontefice su tutti i sovrani e sullo stesso imperatore. Il Papa aveva il potere di sciogliere i sudditi dal loro potere di fedeltà verso i sovrani che non rispettavano l’imperatore Enrico VI, aprendo così un conflitto che si concluse con un compromesso dei loro successori nel 1122, il concordato di Worms. In merito di tale accordo l’investitura religiosa era riservata al papa e la facoltà di concedere al vescovo potere di carattere politico al papa. In Italia invece la procedura era inversa, il potere imperiale in Italia perdette parte della sua importanza e anche nella stessa Germania si indebolì notevolmente. Anche le città furono incoraggiare da questi avvenimenti a rivendicare la loro autonomia a rendersi indipendenti dal dominio feudale.

LA CULTURA ISLAMICA HA ESERCITATO UN IMPORTANTE E BENEFICA INFLUENZA SULL’OCCIDENTE MEDIEVALE

Intorno al Mille lo sviluppo urbano e culturale del mondo arabo superava quello dell’Occidente e dell’impero bizantino. Quando il mondo islamico cominciava subire i colpi degli attacchi estremi e le conseguenze delle crisi interne, l’influenza del patrimonio culturale e civile islamico si diffuse in particolare nell’Europa Occidentale. La cultura islamica riuniva la cultura occidentale e orientale, assorbita rielaborata da studiosi e scienziati arabi. Nel IX sec Baghdad diventa il centro della cultura islamica, qui venne creata un Università e una scuola di medicina che riunivano i migliori studiosi della Siria, dell’Iran e dell’Arabia. All’influenza delle opere della cultura classica greca, si aggiunse quella proveniente dall’India (matematica) e la sistemazione e assimilazione delle esperienze tecniche che avevano arricchito l’agricoltura e l’industria del vicino Oriente. L’assimilazione della produzione culturale aiutò a superare il “vuoto” di cultura e civiltà formatosi in occidente.

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