Dal regno dei Franchi all'Impero Carolingio

Il regno merovingio di Clodoveo (481-511) aveva consolidato il dominio dei franchi in Gallia. Clodoveo si era poi convertito al cattolicesimo guadagnandosi l'appoggio del papa. Alla sua morte il regno si era smembrato in una sorte di confederazione franca (ripassa il capitolo su Clodoveo) formata da vari regni autonomi i più importanti dei quali erano la Neustria a ovest e l'Austrasia a est. Il sud della Francia era ancora fortemente romanizzato.
Alla corte dei re merovingi dell'Austrasia c'erano i maestri di palazzo ossia coloro che assistevano il re nell'esercizio del potere. Tali maestri appartenevano alla dinastia dei Pipinidi (dal nome del loro fondatore Pipino di Landen detto Pipino il Vecchio e chiamata successivamente carolingia da Carlo Magno) e spesso si sostituivano ai re che al tempo avevano un ruolo puramente rappresentativo es erano chiamati re fannulloni. I Pipinidi avevano grandi ricchezze fondiarie (grazie anche alle donazioni dei sovrani)

I Pipinidi divennero infine la nuova dinastia regnante e con loro cominciò il processo di unificazione del Regno. Nel 687 Pipino di Heristal unificò i due regni di Austrasia e Neustria.

Alla morte di Pipino di Heristal successe il figlio Carlo Martello conosciuto per la sconfitta degli Arabi a Poitiers nel 732. Gli Arabi dopo aver travolto il regno visigoto in Spagna si stavano spostando verso la Francia, tuttavia erano giunti allo stremo dello loro forze e quella che fu definita “l'invasione araba della Francia” non fu altro che un'incursione a scopo di saccheggio condotta in grande stile.
La vittoria di Poitiers è comunque ritenuta uno degli eventi fondamentali della storia europea del Medioevo che ebbe una forte influenza sulla storia del regno dei Franchi.

Quali furono i fattori che contribuirono al successo dei Franchi e all'affermazione dei Carolingi?
L'esercito. Era un esercito di popolo ossia formato da tutti i Franchi abili al combattimento. La sua vera forza erano però i contingenti di cavalieri scelti legati ai Carolingi da un rapporto di vassallaggio (ossia un contratto mediante il quale un uomo libero si assoggettava ad un signore in cambio di protezione).
I sovrani distribuivano ricchezze e terreni ai loro guerrieri sia per legarli al mestiere delle armi sia perché armi e corazze costavano molto ed inoltre erano necessari grandi allevamenti di cavalli. I guerrieri venivano addestrati continuamente diventando dei veri e propri professionisti della guerra.
La religione. I Franchi furono l'unico popolo barbaro a convertirsi immediatamente al cattolicesimo e quindi ottennero ben presto un legame stretto e vantaggioso con il papa. Il papa legittimò addirittura la dinastia pipinide sul trono dei Franchi: nel 750 Pipino il Breve figlio di Carlo Martello pose la questione al pontefice Zaccaria la questione di chi dovesse regnare ossia chi deteneva il titolo? ( Childerico III dei merovingi) o chi deteneva il potere? (lui stesso); il papa non ebbe dubbi e indicò Pipino il Breve che fu consacrato re a Parigi dal vescovo Bonifacio e tre anni più tardi dal papa Stefano II giunto appositamente da Roma

La nuova dinastia assunse quindi una carattere sacro: l'incoronazione del re da parte del papa stava ad indicare che tale autorità proviene da Dio e questo pose i Pipinidi in una posizione di privilegio rispetto alle altre dinastie europee.
Pipino il breve mostrò subito il suo ruolo di difensore della chiesa scendendo in Italia contro i longobardi che minacciavano il papato (754)

Alla morte di Pipino nel 768 il regno venne diviso fra Carlomanno e Carlo ma nel 771 Carlomanno morì e il potere rimase nelle mani del fratello Carlo detto poi Carlo Magno.
La sua fu una politica espansionistica che portò a termine con successo grazie anche al fortissimo esercito creato dai suoi predecessori.
A oriente nel 788 conquistò la Baviera, mentre ne 796 sconfisse gli Avari
Nell'804 sottomise i Sassoni estendendo il suo potere nella Germania settentrionale
Verso sud condusse campagne militari (801-813) contro gli Arabi di Spagna ai quali strappò la Catalogna e Barcellona creando una zona cuscinetto chiamata Marca Hispanica.
Durante queste sue campagne militari fu combattuta la battaglia di Roncisvalle ne 778 quando i Baschi sconfissero l'esercito di Carlo Magno guidato da Rolando. La battaglia è divenuta celebre perché ispirò un poema in lingua d'oil ( francese antico) “Chanson de Rolande” in cui si celebrava la lotta dei cavalieri franchi cristiani contro gli Arabi musulmani.

Crollo del regno longobardo in Italia

In Italia dominavano i Longobardi che avevano mire anche sui territori papali. I papi anche se nominalmente sottoposti a Costantinopoli sapevano che l'impero bizantino era ormai troppo debole per difenderli e fu così che si allearono ai Franchi. Avevano l'intento comune di sbarazzarsi sia dei longobardi che dei bizantini.
Il nuovo re longobardo, Desiderio, capita l'alleanza fra papa e franchi intraprese una politica cauta dando addirittura in moglie le figlie a Carlo e Carlomanno.
Alla morte di Carlomanno però Carlo ripudiò la moglie perché questo legame nuoceva alle sue mire espansionistiche. Intanto a Roma fu eletto papa Adriano I che era avverso ai longobardi. Per questo Desiderio attaccò i territori del papa ma nel 773 Carlo magno scese i Italia, sconfisse i longobardi e mise sotto assedio la loro capitale Pavia che cadde nel 774 così come il ducato di Spòleto
Carlo Magno divenne re dei longobardi per evitare le ostilità del popolo vinto; il papa ottenne molti territori dell'Italia centrale.
La sconfitta dei longobardi tuttavia non fece altro che frammentare l'Italia in regni diversi:
Regno dei Franchi nell'Italia centro settentrionale
ducato longobardo di Benevento
controllo bizantino di molte città costiere fra cui Venezia
Con Carlo Magno si verificò un evento storico importantissimo: la rifondazione dell'Impero d'Occidente. La notte di Natale dell'anno 800 papa Leone III incoronò Carlo Magno imperatore dei romani.
Questa fu un abile mossa da parte di papa Leone che si era rifugiato presso Carlo Magno dopo un'accusa di spergiuro e condotta scandalosa da parte dell'aristocrazia romana. Così facendo:

affermò la propria indipendenza da Costantinopoli e si legò al nuovo impero d'occidente
stabilì che il potere degli imperatori veniva da Dio e che spettava al papa conferirlo
Fu così che nacque un nuovo Impero, germanico, cristiano e innestato sulle radici antiche della cultura romana: Il Sacro Romano Impero.

Da questo momento prese forma la duplicità di poteri. Papato e Impero sarebbero state le due colonne portanti della società medievale. L'imperatore governava su vasti territori dell'Europa centrale e occidentale, il papa esercitava influenza e pressione sulla società anche per mezzo del clero e dei monasteri. I chierici, dotti uomini di chiesa avevano il controllo della cultura e dell'istruzione
Carlo Magno imperatore del Sacro Romano Impero d'Occidente si trovava anche in aperto contrasto con l'Impero d'Oriente sul cui trono c'era l'imperatrice Irene protettrice dell'ortodossia e dei monaci. Irene aveva deposto il figlio Costantino VI, difensore dell'iconoclastia, con una congiura e aveva il progetto di sposare Carlo Magno per unire i due imperi. Ma nell'802 fu deposta con un colpo di stato da Niceforo I.
Nell'812 tuttavia fra Carlo Magno e l'imperatore d'Oriente Michele I venne stipulato il trattato di Aquisgrana in cui si riconosceva a Carlo Magno il titolo imperiale (ma non imperatore dei romani che rimase a Marco).
I contemporanei videro nella nascita del Sacro Romano Impero una restaurazione dell'antico impero romano d'occidente invece si trattò di una nuova istituzione
Quali furono le differenze?
Geografica. Il sacro romano impero dominava vaste zone della Germania rimaste sempre fuori dal dominio romano ma non occupava la penisola iberica, l’Italia meridionale, l’Inghilterra e l'africa settentrionale.

L'asse portante del sacro romano impero era la linea nord-sud che andava da Aquisgrana (sede della corte) a Roma (sede del papato)
Era un impero continentale. Privo di accesso al mare, mentre l'impero romano aveva nel bacino del mediterraneo il suo centro
Era un impero cristiano. La religione cristiana unificava le numerose popolazioni anche se erano diverse per lingua, costumi e tradizioni
Diversa organizzazione statale. Il governo centrale di Carlo Magno era costituito dal palatium dove viveva Carlo Magno e la sua corte di chierici e cavalieri. Era una corte itinerante perché pur risiedendo di fatto ad Aquisgrana, Carlo Magno frequentava anche altre residenze.


Organizzazione del palatium

il cancelliere: era la figura politica più importante e si occupava di compilare atti legislativi, presiedere affari ecclesiastici, curare gli archivi di stato.
Il conte palatino: in assenza dell'imperatore si occupava dell'amministrazione della giustizia
il camerario: si occupava degli uffici che amministravano il patrimonio imperiale.
Un importante strumento di governo erano le leggi dette capitolari (costituite da brevi capitoli). Le leggi venivano emanate da un'assemblea dei nobili e valevano per tutto l'impero oppure riguardavano situazioni particolari

Un'importante legge capitolare fu la riforma monetaria con cui si istituì un nuovo sistema monetario basato sulla lira e che era in linea con i sistemi monetari di Bisanzio e Arabi. L'unità di misura detta libra (400gr) divenne anche l'unità monetaria, da qui lira; da una libbra d'argento si coniavano 240 denari che non avevano né multipli né sottomultipli per non creare complicazioni in una economia prevalentemente di scambio
Esistevano tre aree monetarie:
area del dinaro arabo
area del solidus e poi del nomisma bizantino
area della lira
La base del sistema bizantino e arabo era l'oro; questo per sostenere un commercio vivace che richiedeva adeguati mezzi di pagamento.
La base del sistema monetario in Europa era l'argento per rispondere alle esigenze di una economia più in declino.
Questo sistema rimase in uso per molti secoli .

Suddivisione dell'Impero

L'impero era suddiviso in province con a capo i conti che amministravano la giustizia e convocavano l'esercito.
Nell'amministrazione della giustizia venivano aiutati dai visconti e dagli scabini.
Nelle zone di confine si erano costituite delle unità territoriali dette marche governate dai marchesi.
Per vigilare sull'operato dei conti e dei marchesi erano nominati i missi dominici. Generalmente erano due, un laico e un ecclesiastico, che facevano da raccordo con l'imperatore.

Il mondo del feudalesimo

Il medioevo fu caratterizzato dal sistema feudale e in primo luogo dal Vassallaggio. Gli uomini si mettevano a servizio e giuravano fedeltà ad un signore in cambio di protezione e mezzi per vivere. I servigi del vassallo erano in special modo di tipo militare.
Il signore legava a sé il vassallo tramite un beneficio ( un istituto fondamentale del sistema feudale) con cui concedeva a vita al vassallo una porzione di terra anche se essa rimaneva proprietà del signore. Tuttavia tale beneficio poteva essere revocato in qualsiasi momento.
Nel corso dell'XI secolo le assegnazioni divennero ereditarie e per indicarle si usò il termine feudo che veniva dal germanico few che in origine indicava la quantità di bestiame.
A differenze di prima, l'assegnazione del terreno al vassallo era irrevocabile. Quindi è solo a partire dalla metà dell'XI secolo che si parla di feudalesimo.
Il feudalesimo h le sue radici nella struttura militare e cominciò a profilarsi agli inizi del 600 e poi divenne la struttura portante del regno franco prima e del sacro romano impero poi.
L'assegnazione del beneficio al vassallo era sancita da un'importante cerimonia carica di gesti simbolici ( il vassallo teneva racchiuse le sue mani in quelle del signore, tutto suggellato da un bacio e da una formula in cui il vassallo donava al signore la sua persona (homo) ossia gli faceva un omaggio. Il legame era vincolante fino alla morte e violarlo era un grave delitto detto fellonia che disonorava chi se ne macchiava privandolo di ogni diritto.

Le immunità ecclesiastiche

All'interno del feudalesimo le chiese e i monasteri ricevevano spesso donazioni o lasciti fatti a garanzia della salvezza dell'anima. Fu così che si formarono grandi latifondi ecclesiastici che mantenevano i chierici e finanziavano le attività della chiesa.
Le istituzioni spesso si affidavano ad un potente vassallo al quale concedevano in beneficio terre in cambio di difesa inserendosi pienamente nel sistema feudale e assumendo importanza economica politica e sociale.
Molte istituzioni religiose che dipendevano dal papa ottennero per intervento dei re alcune immunità, ossia un privilegio per cui esse potevano essere esenti dal pagamento di un tributo o da una giurisdizione (autorità locale).
Tali immunità proibivano l'imposizione di tributi e l'obbligo di prestazioni di mano d'opera e impedivano l'alienazione dei beni ( ossia il trasferimento di beni da un proprietario all'altro) .

Allo Stato come potere centrale si sostituì una fitta rete di rapporti di dipendenza personale che partivano dal ceto sociale più basso fino al più alto. I rapporti di vassallaggio potevano avvenire a tutti i livelli e il signore poteva essere il re, un abate, un potente nobile.
Il sovrano però cominciò anche a delegare ai suoi vassalli anche poteri pubblici e questo indebolì ulteriormente lo stato. In più in assenza di un solido potere centrale, di un esercito si crearono moltissimi centri di potere sparsi sul territorio.

La cultura in età carolingia

Il nuovo ceto intellettuale era costituito dai chierici. La cultura del mondo antico non ebbe presa sulla nuova classe dirigente di origine germanica e la chiesa era l'unico luogo dove si conservavano le tradizioni culturali romane. Gli ecclesiastici erano depositari dei testi sacri e dovevano divulgarli tra la popolazione in gran parte analfabeta. Le scuole si trovavano nei monasteri con lo scopo di formare uomini di chiesa. Veniva studiato il latino e i testi latini classici ma solo quelli che si accordavano con il messaggio cristiano.
Nei monasteri venivano educati molti bambini e nacque una pedagogia monastica che educava sorvegliava e guidava i ragazzi verso spiritualità e istruzione senza usare punizioni e percosse se non in casi molto gravi.
I ragazzi imparavano a leggere e scrivere, poi le materie del trivio ( grammatica, logica e retorica) e il latino. I più capaci studiavano anche aritmetica e geometria e si trasferivano da una scuola all'altra per avere sempre i maestri migliori
Fu proprio Carlo magno che dette impulso alla chiesa come detentrice di cultura e fu così che per l'inizio del IX secolo si parla di rinascita carolingia
Carlo Magno volle dare al suo impero un prestigio paragonabile a quello bizantino per cui richiamò monaci e chierici perché usassero un latino chiaro e comprensibile con lo scopo di far rinascere la cultura nei suoi territori. Volle che si migliorassero e moltiplicassero le scuole.
Favorì la copiatura non solo di opere religiose ma anche di opere di letteratura classica e la cultura classica fu recuperata come modello di lingua latina pura.
Nacque la scuola palatina presso il palazzo imperiale dove studiavano i figli dei funzionari che era l'unica scuola che non dipendeva da istituzioni ecclesiastiche.
Nell'alto medioevo si verifico una scissione della vita culturale: la cultura scritta era patrimonio della chiesa mentre la cultura orale fatta di tradizioni e leggende era una cultura di tipo popolare. Queste due culture non si incontravano e furono ben distinte fino all'epoca moderna.
Questa divisione si manifestò anche a livello linguistico: mentre le persone colte, i chierici e i funzionari parlavano il latino, le popolazioni dei ceti più bassi parlavano dei dialetti. La chiesa usava il latino, ma dal momento che per il popolo era impossibile comprendere nell'813 ci fu il concilio di Tours con il quale la chiesa autorizzò i sacerdoti a predicare nei dialetti locali.
Tuttavia il latino e le lingue locali, incontrandosi, dettero origine alle lingue ancora parlate in Europa ( dette appunto neolatine o romanze come italiano, francese e spagnolo).
Le lingue del popolo vennero dette volgari perché parlate dal vulgo (popolo) e nel IX X secolo erano già formate.
I primi testi in lingua volgare come il giuramento di Strasburgo dell'842 risalgono appunto all'età carolingia. Questo giuramento, che suggellava l'alleanza fra carlo il calvo e Ludovico il germanico contro il fratello Lotario, fu scritto in antico francese e tedesco perché potesse essere compreso dai soldati degli eserciti francese e tedesco e fu il primo testo in lingua romanza (francese) e una delle prime testimonianze della lingua tedesca.

L'immaginario fantastico del medioevo

Nonostante l'avvento del Cristianesimo, gli uomini del medioevo credevano alle presenze soprannaturali di demoni e streghe ed erano attenti a qualsiasi segno, sogno o visione che ritenevano messaggi ultraterreni (Un esempio di grande visione mistica fu la Divina Commedia di Dante). Questo era retaggio della cultura germanica e pagana che continuò a mescolarsi con elementi cristiani. In campagna venivano ancora celebrati riti pagani Gli artisti rappresentavano esseri deformi che nell'arte antica non si erano mai visti. Questo insieme di credenze e usanze popolari era detto folklore ed era interpretato dai chierici come manifestazione del demonio


La fine dei Carolingi

Come da tradizione, Carlo Magno aveva deciso di suddividere l'Impero tra i figli. Alla sua morte nell'814 l'unico rimasto in vita era Ludovico detto il Pio che a sua volta divise l'impero fra i suoi tre figli: la Germania toccò a Ludovico detto il Germanico, la fascia centrale che comprendeva Aquisgrana e Roma andò a Lotario insieme al titolo imperiale; la Francia venne assegnata a Carlo detto il Calvo.
Tuttavia questa successione fu caratterizzata da alleanze e conflitti fra gli eredi ( Lotario si opponeva alla divisione dell'impero) che sfociarono nel giuramento di Strasburgo e infine nel trattato di Verdun dell'843 in cui Lotario accettò di riconoscere la ripartizione dell'impero pur continuando a conservare il titolo di imperatore.
Questa lotta fra eredi comunque causò lo sfaldamento della dinastia imperiale: essi cercarono l'appoggio dell'aristocrazia donando quei territori che avevano reso potenti i carolingi e quindi persero sempre più potere rispetto ai feudatari.
Nell'882 Carlo il Grosso riuscì a ricomporre l'impero ma nell'887 fu deposto dai suoi feudatari indignati perché invece di combattere, aveva pagato una banda di Normanni perché non invadessero Parigi.

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