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Popolo dei Mongoli

Il riequilibrio dei rapporti di forza nell'Eurasia determinato dalla crisi araba e bizantina, dall'espansione dell'Occidente e dalla diffusione dell'islam in India e in Africa fu completato dalla formazione dell'impero mongolo che si realizzò nell'epoca delle crociate.
Ma sia l'espansione europea sia quella islamica risultano marginale se confrontati con la vastità del fenomeno mongolo e delle conseguenze che generò. L'unificazione di un territorio che andava dalle coste del Mar della Cina e la Corea, fino all'Indo, al Golfo Persico, raggiungendo il Volga e minacciando addirittura il cuore dell'Europa ridisegnò totalmente la geografia politica dell'intero continente asiatico: nessun altro popolo nella storia riuscì a eguagliare una tale conquista cancellando confini e mescolando popolazioni e culture diverse.
I Mongoli, come i Tartari con cui venivano confusi dagli Europei del Medioevo, abitavano la regione nei pressi del fiume Kerunel nella Mongolia nord-orientale. Erano nomadi, organizzati in tribù, spesso in lotta fra loro, occupavano terre dominate dalla steppa e poco adatte all'agricoltura, si dedicavano all'allevamento delle greggi e delle mandrie di cavalli, alla caccia e alla guerra.

La grande avventura dei Mongoli cominciò alla fine del XII secolo con Temugin (1167 - 1227), un capo tribù che in seguito prese il nome di Gengis Khan (khan significa "capo supremo"). Rimasto orfano a soli otto anni, fu costretto ad affrontare le faide tribali e le difficoltà della vita nomade, così a quindici anni era già un perfetto guerriero e un esperto conoscitore del mondo della steppa.
Nel 1197 Temugin venne riconosciuto khan della confederazione mongola, anche se le varie tribù non erano ancora unite. Gli furono necessari altri dieci anni per sottomettere tutte le conferezaioni tribali della steppa. Nel 1206, la grande assemblea dei nobili riconobbe la sua autorità affidandogli il controllo dell'immensa distesa delle steppa dal lago Baikal al deserto del Gobi e dai monti Tarbagatai al Grande Khingan. Fu allora che Temugin divenne Gengis Khan: Gengis deriva dal turco tengiz, che significa "oceano", a indicare che il suo dominio era universale. Le sue doti di capo militare e le sue capacità di governo gli permisero di trasformare le forze sparse dei clan in un formidabile esercito nazionale.

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