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Da Pipino il Breve a Carlo Magno


L’ascesa al potere dei Carolingi corrispose a una ripresa dell’espansione militare dei Franchi, che in due spedizioni riescono a sconfiggere i Longobardi e a riconsegnare l’Esarcato e la Pentapoli al pontefice; per consolidare la presenza franca in Gallia meridionale, condusse alcune campagne contro i Sassoni oltre il Reno. Alla morte, come di consuetudine, spartì il regno tra i due figli, ma la morte prematura di Carlomanno consentì al fratello Carlo (chiamato successivamente Magno per le sue imprese) di assumere il diretto controllo di tutto il regno. Delle campagne condotte da Carlo, molte ebbero successo, come quella lunga 30 anni e molto sanguinosa condotta contro i Sassoni, che permise di controllare e conquistare i territori a est del Reno, oppure quella che portò alla conquista del ducato di Baviera, mentre sul passo di Roncisvalle (in Spagna) Carlo Magno subì una delle rare sconfitte: i montanari baschi, forse aiutati da guarnigioni islamiche, sconfissero la retroguardia franca e perse la vita Rolando, prefetto della marca di Bretagna, da cui l’epopea della Chanson de Roland. La conquista dell’Italia longobarda, inserita nei domini franchi ma ancora denominata regnum Langobardorum in quanto manteneva le proprie strutture politico-amministrative, previde, come nella maggior parte degli altri territori conquistati, un’alleanza con i centri di potere preesistenti o la loro sostituzione con personaggi dell’aristocrazia franca in caso di infedeltà. Ma la conquista del regno longobardo aveva primariamente anche un significato ideologico: Carlo Magno aveva portato a termine il processo di legittimazione avviato da Pipino, alleandosi con la chiesa e sconfiggendo i Longobardi egli si presentava come il massimo difensore della cristianità, un ruolo formalizzato con l’incoronazione dell’800, con cui papa Leone III riconosceva a Carlo di aver unificato l’Europa cristiana con la forza, divenendo il re di più regni. L’assegnazione del titolo di imperator frenò la politica espansionistica franca, ora concentrati a consolidare i propri domini, ma rafforzava anche il ruolo del papa come autorità suprema della cristianità e indeboliva l’autorità dell’impero bizantino.
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