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Il governo centrale dell’Impero era costituito dal palatium, ossia dall’imperatore e da una corte itinerante di chierici e cavalieri. L’organismo politico più importante del palatium era la cancelleria: il cancelliere presiedeva agli affari ecclesiastici. Accanto a questa figura vi era quella del “conte palatino”, responsabile dell’amministrazione.
Poi c’era il “camerario” che era dedito all’amministrazione del patrimonio imperiale. Un importante strumento di governo erano le leggi dette “capitolari”. Capitolari specifici, furono quelli emessi in occasione delle lunghe lotte contro i Sassoni. Carlo, attuò una importante riforma monetaria con cu regolò il conio della moneta e determinò la nascita di un nuovo sistema monetario, basato sulla lira. L’impero era suddiviso in centinaia di province a capo delle quali vi erano i “conti”, le cui funzioni principali erano l’amministrazione della giustizia e la convocazione dell’esercito. A volte i conti erano aiutati dai “visconti” e dagli “scabini” . Nelle zone di confine la necessità di difendersi aveva portato alla costituzione di unità territoriali dette “marche” che comprendevano al loro interno più contee ed erano governate dai “marchesi”. Per vigilare sull’operato dei conti e dei marchesi, venivano nominati dei missi dominici solitamente nominati in coppia.

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