Ottone III e la renovatio imperii


Alla morte di Ottone III nel 973, i nobile tedeschi erano decisi ad approfittare dea fase delicata della successione per ribellarsi. Inoltre era molto difficile governare un impero così esteso e composito per la popolazione, linguaggio e cultura; Ottone II, succeduto diciottenne al padre, era troppo giovane e inesperto per affrontare problemi di tale portata; nel 982, formato un esercito per riconquistare l'Italia meridionale, fu sconfitto a Stilo in Calabria e l'anno dopo morì a Roma di malaria.
Il figlio e successore Ottone III aveva ricevuto una formaIone culturale elevata e ambiva a un tifale rinnovamento dell'impero romano (la renovatio imperii), dove il potere imperiale fosse espressione diretta della volontà di Dio.
Non riteneva dunque necessaria alcune mediazione della Chiesa e del papa, che il giovane imperatore considerava poco più che un vescovo. Per questa ragione, una volta incoronato a Roma nel maggio del 996, Ottone vi fissò la capitale imperiale, volendo in tal modo rimarcare l'unificazione dei due poteri universali, quello imperiale è quello pontificio, che dal primo dipendeva. Sollecitò dunque l'elezione del primo papa tedesco, Gregorio V, pensando di stroncare in tal modo le continue lotte fra le grandi famiglie romane.

Tale scelta causò però la rivolta di nobili e popolani romani, che Ottone soffocò in maniera cruciale; nel 999 pose sul trono pontificio Gerberto d'Aurillac, il suo vecchio precettore, con il nome di Silvestro II.
Il disegno universalistico di Ottone III incontrò un dissenso quasi generale: i nobili tedeschi vedevano ridotto il loro prestigio a vantaggio dell'aristocrazia italiana, che recuperava, con l'elezione di Roma a capitale dell'impero, la centralità perduta.
L'aristocrazia italiana (particolarmente quella romana), al contrario, mal tollerava la ridotta autonomia causata dalla presenza in Italia dell'imperatore, che, per di più, intendeva sottrarle il controllo sulla nomina dei pontefici.
Le continue rivolte costrinsero Ottone III a fuggire da Roma e nel 1002, mentre era impegnato nell'assedio della capitale nel tentativo di rientrarvi, morì, a soli ventidue anni; l'anno successivo moriva anche Silvestro II.

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