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Norvegesi, Svedesi a Danesi

I Norvegesi furono i primi “uomini del Nord” a uscire dalla loro terra: già nell’VIII secolo compirono ripetute incursioni in Francia, in Scozia, in Irlanda e sulle coste occidentali dell’Inghilterra. Nel corso delle loro spedizioni si insediarono persino in Islanda e in Groenlandia, che fu scoperta dal grande navigatore Erik il Rosso. Dalla Groenlandia, dove stabilirono alcune colonie a partire dal 996, i Norvegesi giunsero fino nell’America del Nord, da loro chiamata Vinland, che tuttavia venne presto abbandonata e dimenticata. Le colonie groenlandesi resistettero fino al XV secolo prima di essere abbandonate.
Gli Svedesi si diressero soprattutto verso Sud- Est, dove erano conosciuti il nome di “Varieghi”, o “Rus”. Dalla Scandinavia essi si spinsero, nel IX secolo, sulle rive del Mar Baltico e poi fino a quelle del Mar Caspio. Quindi, seguendo il corso del fiume Don, giunsero fino al Mar Nero. In queste zone operarono come mercanti (soprattutto di schiavi e pellicce) o si offrirono in qualità di mercenari al servizio delle tribù slave al dell’imperatore bizantino.

Con il tempo si impadronirono di numerose città e crearono dei principati: tra questi il più importante fu il Principato di Kiev (fondato a opera del re Oleg nell’882),che fu conosciuto anche come “Regno di Rus” e da cui prende il nome l’attuale Russia.
I Danesi si mossero prevalentemente verso l’Inghilterra e la Francia. Essi fissavano le loro basi all’imbocco dei fiumi – della Loira e della Senna, per esempio – e da qui partivano in cerca di bottino. Tra una razzia e l’altra presero l’abitudine – o piuttosto fu una necessità – di svernare nello stesso luogo dove avevano compiuto le loro imprese e così avvenne che, a partire dalla seconda metà del IX secolo, i Danesi trasformarono i primi e temporanei stanziamenti di carattere militare in insediamenti stabili.
A volte gli stanziamenti furono “ufficializzati” dai sovrani attraverso il rapporto vassallatico: il sovrano accettava il capo danese tra i suoi vassalli e gli concedeva il dominio sulle terre che di fatto costui aveva già occupato, in cambio di una promessa di aiuto militare in caso di guerra.
Fu così che, agli inizi del X secolo, il danese Rollone si accordò con il re di Francia Carlo il Semplice, ricevendone in beneficio i territori sulla foce della Senna “per la difesa del regno”. Il territorio andò successivamente ampliandosi, attraverso matrimoni, eredità richieste di protezione più o meno spontanee, e prese il nome di “Normandia” (cioè, “terra dei Normanni”), che conserva ancora oggi, per divenire ben presto un ducato.

Durante l’XI secolo la lingua scandinava vi venne gradualmente abbandonata e vi si diffuse il cristianesimo, anche per opera dei monasteri benedettini lì presentì.

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