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In Normanni che si erano stanziati in Francia, si mossero dal Ducato di Normandia verso due paesi in cui avrebbero ottenuto successi clamorosi. Nel 1066 il duca di Normandia, Guglielmo, detto “il Conquistatore”, attraversò il canale della Manica e dopo aver sconfitto gli Anglosassoni nella battaglia di Hastings, si fece incoronare re d’Inghilterra. A partire dal 1070 le posizioni di potere, furono gradualmente sottratte agli Anglosassoni, rimpiazzati da uomini fedeli a Guglielmo. La supremazia normanna venne garantita da un sistema di castelli che controllavano le città. Guglielmo confiscò agli anglosassoni le loro proprietà. I Normanni evitarono che in Inghilterra si realizzassero quei processi degenerativi dei rapporti vassallatici che avevano caratterizzato il feudalesimo post-carolingio. Inoltre, continuò a sussistere la divisione del Regno in contee affidate all’amministrazione di uno sceriffo. Inoltre nel 1086 Guglielmo il Conquistatore ordinò una sorta di censimento di tutti i beni e le risorse del regno e i risultati furono raccolti nel Domesday Book.

La politica di sottomissione della Chiesa all’Impero operata da Corrado II e da Enrico III ebbe conseguenze disastrose. Infatti, alcuni dei pontefici imposti dagli imperatori erano prelati di grande preparazione, ben consapevoli della necessità si una riforma che limitasse le interferenze dei poteri secolari nella vita della Chiesa. Nel 1059 il nuovo papa Niccolò II emanò un decreto che annullava gli effetti del Privilegium Othonis. Ci si avviava in tal modo a una clamorosa frattura tra papato e Impero.

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