Le navi vichinghe

I Vichinghi erano abili costruttori di imbarcazioni e valenti navigatori, essi utilizzavano imbarcazioni veloci e manovrabili, i cosiddetti drakkar, dotati di scafo poco profondo, che consentiva di navigare in fondali bassi e dunque di risalire il corso dei fiumi.

Le loro navi abbastanza capiente da essere in grado di imbarcare truppe e bottino erano inoltre più veloci di quelle degli Anglosassoni e dei Franchi benché secondo alcune testimonianze archeologiche, solo tra VII e VIII secolo i Vichinghi cominciassero a utilizzare le vele; prima le loro navi procedevano a remi, non avevano l'albero centrale, e la cinghia era ancora rudimentale. Perciò l'epoca delle migrazioni vichinghe coincise con una notevole evoluzione delle tecniche navali.

La presenza a bordo di rematori e di una sola vela quadrata permetteva una notevole manovrabilità. Perciò la tecnica di attacco vichinga era semplice ma efficace: essi utilizzavano le vie d'acqua marittime o fluviali per raggiungere l'obiettivo e per ritirarsi rapidamente dopo la razzia. Le navi ebbero dunque grande importanza nella tradizione guerriera vichinga, tanto che esse erano impiegate anche come bare per i capi defunti , deposti nel dakkar con i loro ricchi corredi funerari e poi sepolti nelle torbiere di cui abbondava il territorio norvegese.

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