La monarchia inglese e la “Magna Charta”

Nel 1066 Guglielmo il Conquistatore, duca di Normandia, andò alla conquista dell’isola facendosi incoronare re d’Inghilterra. Si trovava allo stesso tempo re d’Inghilterra e vassallo della monarchia francese. Questa situazione si aggravò quando Enrico II, che ereditò da Guglielmo il Conquistatore i territori francesi, salì al trono d’Inghilterra nel 1154. da questa data i re inglesi hanno sempre desiderato unificare le due corone (quella inglese e quella francese) per costituire un regno anglo-francese. Questo sogno fu compromesso da Giovanni Senza Terra, figlio di Enrico II, che fu battuto a Bouvines da Filippo II Augusto. Giovanni Senza Terra aveva perduto la maggior parte dei territori inglesi in Francia. Dopo di ciò dovette sottomettersi al papa Innocenzo III e dichiararsi suo vassallo. I baroni lo obbligarono a sottoscrivere un documento in cui si posarono delle precise limitazioni al potere del sovrano; si trattava della Magna Charta libertatum (1215) che rappresentò il primo fondamento del regime parlamentare inglese. Sottoscrivendo questa carta il re si impegnava:
1)a rispettare i diritti dei vescovi, dei conti, dei baroni, degli uomini d’armi e la “libertà” dei mercanti di Londra e delle altre città del regno (chiamati liberi homines). La Magna Charta pose dei limiti alla volontà del re e fissava il principio di non imporre il pagamento delle imposte senza il permesso di coloro i quali le dovevano pagare.
2)a non mettere in prigione o esiliare nessuno senza la condanna preventiva espressa da un tribunale dei suoi pari.
3)a permettere la costituzione d’un assemblea rappresentativa di classi nobiliari, che prese il nome di Consiglio Comune.
La monarchia in seguito (1265) oppose a questo consiglio un’assemblea analoga di classi di cittadini per ridurre il peso delle classi feudatarie. È in questo modo che nacque il primo parlamento bicamerale della storia, costituito dalla Camera dei Lord (nobili e alti prelati) e dalla Camera dei Comuni (rappresentanti della piccola borghesia e della piccola nobiltà).

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