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La lotta per le investiture

Nel 1075 le idee di Gregorio VII sul governo della Chiesa e sui rapporto con l'imperatore furono definitivamente chiariti con il Dicatus papae.
Enrico IV (1056-1106), reagì con estrema durezza al Dictatus papae: nel 1076 convocò a Worms un concilio di vescovi tedeschi nel quale il papa venne dichiarato deposto.
Lo stesso Enrico IV Inviò a Gregorio VII una lettera in cui lo malediceva. Gregorio VII rispose scomunicando Enrico IV (1076).
Aveva così inizio uno dei più celebri scontri del Medioevo, la lotta per le investiture. La posta in gioco infatti era la legittimità dell'investitura dei vescovi-conti: Gregori VII sosteneva che l'investitura di un vescovo spettasse al papa; per contro, Enrico IV affermava che nominare un conte fosse affare dell'imperatore. Nel caso dei vescovi-conti, dunque, la soluzione non era facile.
Le maggiori ripercussioni della lotta si ebbero in Germania: infatti alla notizia della scomunica inflitta dal papa a Enrico Iv, numerosi feudatari si ribellarono all'imperatore, con l'intento di approfittare della situazione per sottrarsi alla sua autorità. Altri nobili si schierarono invece a fianco dell'imperatore.

Per impedire che il suo impero si sgretolasse, Enrico IV decise di accordarsi con Gregorio VII affinché questi gli togliesse la scomunica. Per questo si recò in Italia centrale, a Canossa, dove ospite della contessa Matilde si trovava Gregorio vII. Chiuso nel castello di Canossa, il papa lasciò che per tre giorni Enrico IV restasse all'aperto, nella neve, col saio di penitente, a chiedere il perdono. Solo al terzo giorno, anche sotto la pressione di Matilde, acconsentì a togliergli la scomunica (gennaio 1077). Enrico IV era di nuovo il legittimo imperatore.
Era lecito dubitare che Enrico IV si fosse realmente pentito. Infatti, dopo aver sconfitto i nobili che gli erano ostili, l'imperatore convocò un concilio a Bressanone (1080) dove Gregorio VII fu dichiarato deposto e sostituito da un antipapa, Clemente III.
Ovviamente Gregorio VII non riconobbe come valide le decisioni del concilio di Bressanone che lo aveva deposto. Enrico IV allora scese in Italia, si fece incoronare imperatore da Clemente III (1084) e cinse d'assedio Castel Sant'Angelo. Qui si era asserragliato Gregorio VII che chiamò in suo soccorso il re normanno Roberto il Guiscardo. I soldati normanni liberarono il papa ma subito dopo si abbandonarono al saccheggio della città. In collera per le distruzioni e le violenze subite, i Romani insorsero e a Gregorio VII non rimase che abbandonare Roma e rifugiarsi presso i Normanni a Salerno, dove morì (1085).
Anche Enrico IV fece una triste fine: morì nel 1106 , dopo che la situazione si era volta decisamente a suo sfavore. Dapprima aveva dovuto fronteggiare un'alleanza tra Matilde di Canossa e il potente nobile Guelfo di Baviera, alleanza rafforzata dal matrimonio tra i due. Poi si scontrò con i suoi stessi figli che si rivoltarono contro di lui: uno di loro, Enrico V, fece imprigionare il padre e assunse il titolo imperiale (1104).
La lotta per le investiture perdeva così i suoi due più illustri protagonisti ma non era affatto conclusa.

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