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LA GUERRA DEI CENT'ANNI

Durante tutto il '200 il declino dell'impero e del papato che aspiravano all'egemonia universale si era manifestato parallelamente al rafforzamento delle monarchie che in Inghilterra e in Francia avevano gettato le basi di un potere più solido e accentrato. Nel corso del '300 e dei primi decenni del '400 quesa tendenza si accentuò ulteriormente. L'elemento di fondo che la accelerò , portandola a maturazione fu la guerra tra Francia e Inghilterra, una guerra lunga ed estenuante, interrotta da brevi pause e da fragili accordi, che durò dal 1339 al 1453, anno in cui terminò con la vittoria della Francia. Gli storici la chiamano Guerra dei Cent' Anni un espressione imprecisa, ma che serve , comunque a qualificarne il carattere eccezionale, la funzione di censura nella storia del continente.
Molteplici furono le cause che portarono al conflitto. C'era anzitutto la vecchia questione dei feudi che il Re d'Inghilterra Edoardo III (1327-77) deteneva oltre Manica pur essendo feudatario del Re di Francia Filippo VI di Valois (1328-50). Il sovrano inglese si rifiutava di prestargli il dovuto omaggio feudale e il re di Francia da parte sua, vedeva con molta ostilità la presenza straniera sul suolo francese, e non perdeva occasione per interferire nelle vicende che contrapponevano da sempre il regno d' Inghilterra al Regno di Scozia, sostenendo quest'ultimo . Altro motivo di attrito tra i due sovrani era costituito dalla Fiandra, una regione legata economicamente all'Inghilterra perché si lavoravano le lane inglesi, ma dipendente dal punto di vista politico dal Re di Francia, che intendeva rafforzarvi la propria presenza.

La tensione sfociò in aperto conflitto nel 1339 quando Edoardo III, dopo essersi proclamato legittimo Re di Francia, perché sua madre era la figlia del defunto sovrano francese Filippo IV il Bello, attraversò Manica ed aprì le ostilità.
La prima fase della guerra fu favorevole agli inglesi, che riportarono numerosi successi: vinsero a Crecy (1346), occuparono la piazzaforte di Calais (1347) e catturarono nella battaglia di Poitiers (1356) il nuovo sovrano francese Giovanni II, succeduto a Filippo IV.
Con la pace di Brètigny (1360) l'Inghilterra rinunciava alla corona francese, ottenendo in cambio vastissime regioni della Francia sud-occidentale, la città di Calais e un enorme riscatto per la libertà del Re prigioniero.
Il segreto dei successi inglesi consisteva nell'impiego di una nuova tecnica di combattimento, basata sulla fanteria di arcieri, che gli inglesi opponevano alla cavalleria francese. Quando la cavalleria si lanciava alla carica secondo la tradizionale usanza della guerra medioevale, gli arcieri rispondevano con una fittissima pioggia di frecce, che scompaginava lo schieramento nemico seminando il terrore. La velocità degli arcieri inglesi era impressionante e garantiva una continuità di tiro praticamente ininterrotta . Risultati come questo si ottenevano con un addestramento accuratissimo, che veniva effettuato periodicamente nelle piazze di ogni villaggio.
La prima fase della guerra dei cent'anni mise pertanto in luce un fatto nuovo: la cavalleria, arma dei nobili, che contava unicamente sull'impeto eroico e sulla forza d'urto e che non teneva in gran conto esigenze più complesse di ordine tattico, poteva essere annientata da uno schieramento di fanti, armati di arco, addestrati, ben disposti sul terreno.
Ai due modi di combattere corrispondevano due tipi diversi di reclutamento. I cavalieri francesi erano guerrieri di tipo feudale, impetuosi ma indisciplinati. Gli arcieri inglesi erano invece contadini, selezionati e assoldati da speciali commissioni di leva in ogni singola contea.
La ripresa delle ostilità tra Francia e Inghilterra, agli inizi del '400, coincise con una grave crisi dinastica, determinata dall'incapacità di governare del Re di Francia Carlo VI affetto da turbe mentali, e dalla guerra civile scoppiata in seno alla nobiltà Francese, divisa in due fazioni, gli armagnacchi (dal titolo del conte d'Armagnac, sostenitore del fratello del Re) e i Borgognoni (Dal titolo del Duca di Borgogna, Filippo l'ardito, zio del Re). Della situazione approfittarono gli inglesi che, grazie all'appoggio dei borgognoni, ad Azinourt (1415) sconfissero l'esercito francese e occuparono la Normandia e Parigi. Con il trattato di Troyes (1420), L'inetto Carlo VI diseredò Il figlio Carlo VII e riconobbe come suo successore il Re d'inghilterra.
Intanto Carlo VII organizzava la resistenza a sud della Loira . Ma quando ormai il destino della Francia sembrava segato, i francesi trovarono la forza di reagire e nella lotta trovarono l'identità che gli accomunava.
Il Simbolo della loro ripresa fù Giovanna D'Arco (1412-31) una fanciulla di umili origini contadine, che si diceva chiamata dal Signore missione: rivelare al Re e ai francesi la via della riscossa. nel clima di entusiasmo suscitato da questa figura fu possibile ai francesi liberare l'importante città Orleans, occupata dai nemici (maggio 1429). Subito dopo, a Reims Carlo VII (1429-61) fu consacrato Re di Francia. La fine di Giovanna d'Arco fu tragica: catturata da Giovani di Lussemburgo e comprata dagli Inglesi per la notevole somma di 10.000 scudi d'oro; la fanciulla fu accusata di stregoneria e mandata al rogo (1431), ma ormai era messo in moto il meccanismo della rinascita nazionale, e questo stesso martirio accrebbe la volontà di rivincita dei francesi. Carlo VII infatti riorganizzato l'esercito sul modello inglese, sconfisse ripetutamente gli inglesi, riconquistando Parigi e la Francia settentrionale. Nel 1453, dopo la caduta di Bordeaux, il Re d'Inghilterra abbandono la Francia mantenendo la sola città di Calais

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