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TRIBUNALI DELL’INQUISIZIONE

Per Inquisizione si intende l’attività indagatoria della Chiesa cattolica contro gli eretici o presunti tali attuata mediante persone e istituzioni. La sorveglianza sulla dottrina aveva caratterizzato la Chiesa fin dalle origini, ma sino al XIII secolo ciò rientrava nell’attività dei vescovi che dovevano vigilare sulla fedeltà ai dogmi cattolici da parte dei fedeli. Solo a partire da Gregorio IX(1227-1241) si produsse una svolta radicale: di fronte al diffondersi delle eresie la Chiesa affidò la difesa della fede cattolica agli inquisitores, giudici straordinari che ricevettero dal papa uno speciale compito: essi avevano il potere di ricercare e perseguire eventuali eretici senza dover sottostare alle autorità religiose locali. Nacque dunque nel 1231 l’Inquisizione medioevale; essa non era una struttura stabile, poiché interveniva ed agiva solo quando era necessario. L’attività degli inquisitori medievali era tesa a contrastare l’eresia sul piano dottrinale e le sue manifestazioni pubbliche. L’eretico, una volta catturato, veniva invitato a ritrattare; ma quando egli non lo facesse veniva consegnato alle autorità statali che lo condannavano ad essere arso vivo secondo la convinzione per la quale il fuoco è purificatore e si addice agli eretici.

Era dunque lo Stato a condannare a morte, mentre l’Inquisizione si limitava a investigare e perseguire. Al tempo l’eresia era, infatti, un reato per lo Stato poiché la sua diffusione poteva compromettere l’unità e la compattezza dello Stato stesso. L’eresia era considerata un reato da punire a norma dell’antica legislazione teodosiana e giustinianea operante nei codici di tutti gli Stati europei durante il medioevo e per gran parte dell’età moderna venendo meno solo con la graduale laicizzazione dello Stato a partire dal XVIII secolo.
I tribunali dell’Inquisizione erano tribunali “giusti” da un punto di vista sociale considerati i tempi: infatti, nobili, ecclesiastici, borghesi e popolani erano tutti uguali di fronte agli inquisitori e ricevevano un identico trattamento in un’epoca in cui nobiltà e clero erano ordini privilegiati.
Nel 1542 nacque l’Inquisizione romana sotto il papato di Paolo III; essa aveva carattere stabile poiché operava in continuazione ed era dedita al controllo e alla repressione delle idee eretiche. Si conferirono a questo scopo poteri straordinari a sei cardinali inquisitori generali. L’inquisizione romana agiva all’interno della sola penisola italiana e aveva la sua sede centrale a Roma dalla quale dipendevano una serie di tribunali periferici presenti in tutti gli Stati italiani. L’inquisizione romana non poté impiantarsi fuori dall’Italia, in quanto i sovrani cattolici non volevano ammettere la presenza di un istituto giudiziario indipendente dalla loro autorità all’interno dei loro Stati. Il campo d’intervento dell’Inquisizione romana era molto esteso: eresia, apostasia della fede cattolica, magia, sortilegio, divinazione, bestemmia, colpe morali e soprattutto blocco alla diffusione della fede protestante in Italia.

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