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Per gran parte del Medioevo le due autorità universali furono incarnate dal papa e dall’imperatore, due figure guida per tutti i popoli cristiani dell’Europa occidentale. Le autorità detenute dal papa e dal clero si originavano dall’investitura ricevuta da Pietro direttamente da Gesù Cristo, per quanto riguarda l’imperatore il suo potere si basa sulla continuità del potere con l’autorità ecclesiastica: Carlo Magno nell’800 volle che fosse il papa ad incoronarlo. Il rapporto tra autorità “politica” e “spirituale” però non furono sempre concordi. Chiesa e Impero entrarono in conflitto nella “guerra per le investiture”; Papa Gregorio VII nel 1075 vietò ai re di nominare i vescovi. La “disputa” si risolse nel 1122 con il concordato di Worms che riconosce al papa il diritto di scegliere e nominare i vescovi, e all’imperatore quello di attribuire ai vescovi alcuni poteri politici, rendendoli così propri vassalli. Dopo questa tregua le due forze maggiori, Chiesa e Impero, perdono gran parte del loro potere , infatti da meta 12°secolo i comuni e gli stati nazionali diventavano padroni della scena politica. Il primo ad entrare in crisi fu l’impero, tra il 12° e il 13° secolo gli imperatori entrarono in lotta con la società urbana , che si presenta in netto contrasto con l’idea di impero. Dopo l’anno mille fioriscono città e quelle già esistenti rinascono ; in Italia, intorno al 1100 fioriscono molti centri urbani tra cui Genova, Milano, Firenze e Venezia, che superano i 50.000 abitanti.

Lo sviluppo delle città danneggia la nobiltà feudale , rimasta ancora legata all’ideale del possedimento di terreno. N città si forma e si afferma una nuova classe sociale, la borghesia, formata da artigiani, mercanti, notai e giudici. All’interno delle città sorgono i comuni, forme di organizzazione del potere, questi pretendono dall’imperatore e dal feudatario il riconoscimento di una maggiore autonomia politica; questo porta i comuni ad entrare progressivamente in conflitto con l’Imperatore. Nel 1176 a Legnano la “lega delle città lombarde” sconfisse Federico I barbarossa. Nel 1183 venne firmata la pace di Costanza. Con l’indebolimento dell’impero i papi affermano la supremazia della chiesa. Con l’indebolimento dell’impero i papi affermano la supremazia della chiesa, infatti tra 12° e 14° secolo la chiesa esercitò oltre al potere spirituale anche quello temporale , si ebbe come conseguenza che Papi e prelati divennero a tutti gli effetti “uomini politici”
Con Innocenzo III (1198-1216) e Bonifacio VIII (1194-1303) prende il via una riforma teocratica del sistema . Innocenzo II sostiene che il Papa sia nettamente superiore all’imperatore , mentre Bonifacio VIII cerca di ridurre le richieste della nobiltà laziale e interviene nelle questioni politiche fiorentine e in quelle dell’Italia Meridionale. Il 1300 si prospetta come l’anno del trionfo del progetto teocratico voluto da Bonifacio VIII , ma esso fu un successo breve poiché la chiesa venne minacciata dall’impero francese. Causa di un’aspra contesa Filippo IV il bello , rivendica al papa la propria autonomia e lo fece arrestare e imprigionare . La sede papale venne trasferita ad Avignone, del 1309 al 1377, periodo detto “cattività avignonese”.

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