Ominide 74 punti
Questo appunto contiene un allegato
Quattrocento scaricato 118 volte

Il Quattrocento

A partire dalla metà del 1400 la popolazione europea cominciò ad aumentare dapprima lentamente, poi a ritmi più rapidi. Fra i motivi della ripresa demografica dei secoli XV e XVI, ci fu innanzi tutto l'attenuazione delle epidemie di peste. Anche le carestie diminuirono principalmente per tre cause:
a) è probabile che nel corso del Quattrocento e del Cinquecento ci sia stato un progressivo miglioramento climatico;
b) lo sviluppo del commercio internazionale dei cereali permise di rifornire le aree dove sorgevano molte città o dove si aveva una bassa rendita agricola;
c) vi fu un consistente aumento della produzione agricola, ottenuto soprattutto grazie all'estensione della superficie coltivata.
Le terre abbandonate durante la crisi del Trecento tornarono infatti ad essere seminate; inoltre furono messi a coltura nuovi campi grazie ai miglioramenti delle tecnice di monocoltura dei suoli paludosi e di quelle d'irrigazione. Protagonisti di tali cambiamenti furono soprattutto i ricchi proprietari terrieri di origine borghese (cioè coloro che vivevano nel borgo, al di fuori delle mura della città), i quali erano abituati a spendere moltissimo denaro per migliorare costantemente le loro attività economice, a differenza dei nobili che invece preferivano spendere i loro capitali in beni di lusso. I proprietari borghesi acrebbero anche la produzione di piante come il lino o la canapa, che fornivano la materia prima alle manifatture tessili di cui spesso erano padroni.
Tecniche e strumenti agicoli invece non subirono cambiamenti significativi, così come il rapporto tra signori propietari della terra e i servi che vi lavorano. Vi furono tuttavia alcune eccezioni.
In Inghilterra ad esempio i grandi proprietari cominciarono a recintare i pascoli, trasformando i campi aperti, prima coltivati liberamente dagli abitanti dei villaggi, in "campi chiusi" (enclosures).

Registrati via email