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La guerra nel 1300

Il Trecento rappresentò un secolo di transizione anche dal punto di vista bellico. Infatti declinò l’importanza della cavalleria come ceto in grado di decidere le sorti della guerra ed emerse al suo posto la fanteria. Si diffusero inoltre le armi da fuoco, anche se erano ancora poco efficienti. La società medievale è tipicamente contraddistinta dalla violenza. Tra i nobili in particolare i conti si regolavano personalmente e in maniera violenta. Per i nobili l’esercizio della violenza e il culto della guerra erano innanzitutto attività fondamentali e si esprimevano nei duelli tra cavalieri. I nobili rappresentavano nel Medioevo il nucleo fondamentale di cui era composto l’esercito, fornendo la cavalleria pesante. L’esercito era poi costituito da una componente appiedata che però era poco importante e non decideva le sorti della battaglia. La parte determinante dell’esercito era la cavalleria. Nel Trecento la cavalleria incomincia ad andare in crisi. In quel periodo eserciti composti interamente da cavalleria feudale andarono incontro a sonore sconfitte. Per esempio, nella battaglia di Legnano i comuni vinsero contro le truppe imperiali composte per la maggior parte da cavalieri. Quando la cavalleria era nel massimo splendore, un sovrano doveva tenere buoni rapporti con la classe nobiliare perché da essa dipendeva l’incolumità del regno in una eventuale guerra. Con il declino della cavalleria, i nobili persero prestigio sociale. Per un re non era più importante essere fornito di un folto gruppo di cavalieri, ma piuttosto necessitava di arcieri e fanti. Nella guerra dei Cent’Anni, per esempio, molte battaglie furono vinte grazie alle prestazioni militari degli arcieri e dei soldati armati (dotati solitamente di alabarda o picca). Furono molto importanti le armi da fuoco. Nel XII secolo in Europa venne portata dagli Arabi la polvere da sparo. Le prime applicazioni militari della polvere da sparo si ebbero nel XIV secolo; dai Cinesi, che l’avevano inventata, era utilizzata soprattutto per i fuochi d’artificio. I problemi delle prime armi da fuoco furono diversi: si ricorse ai metalli per costruire le artiglierie, a pietre come proiettili anche se si rompevano e c’erano altri problemi legati al peso e all’efficienza delle artiglierie. Altre armi che avevano assunto importanza in quei tempi furono l’arco lungo e la balestra. I migliori soldati di fanteria del tempo furono gli svizzeri. Gli svizzeri divennero indipendenti sconfiggendo le truppe dell’esercito imperiale. Negli anni successivi i mercenari più richiesti furono appunto quelli svizzeri la cui forza era quella di saper combattere con alabarda o picca tutti uniti insieme formando una specie di istrice quadrata, ostacolo insuperabile per la cavalleria. Si diffusero il mercenarismo e le compagnie di ventura. Il primo stato a creare un proprio esercito permanente di mercenari fu la Francia che creò le compagnia di ordinanza, decidendo dopo la fine dalla guerra dei Cent’Anni di tenere in servizio 30.000 dei migliori soldati pagati dallo stato anche in periodi di pace. Il termine soldato deriva dal fatto che nel Medioevo molti erano assoldati per combattere. Gli stati italiani erano più piccoli rispetto alle grandi monarchie europee, ma furono quelli che ricorsero in modo più massiccio ai mercenari. I comuni italiani assoldavano piccoli gruppi di mercenari a tempo, creando una debolezza militare dovuta al continuo cambiamento dei mercenari. Per questo l’Italia fu facile vittima delle conquiste straniere. Molti condottieri italiani si distinsero soprattutto nelle compagnie di ventura. Questo perché le compagnie di ventura erano richieste soprattutto in Italia poiché negli altri stati europei erano richiesti gruppi ben più numerosi di mercenari.

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