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La guerra dei cent'anni (1346-1453)

Per far fronte alla richiesta di uomini armati, si erano costituiti dei gruppi di soldati di mestiere comandati da un condottiero che si mettevano al servizio di chi li richiedeva. Nei periodi di pace si guadagnavano da vivere con il saccheggio. I comuni si servivano spesso dei soldati di mestiere perché ritenevano più importante la vittoria veloce che la prova del loro valore.
In questo periodo vengono introdotte nuove armi come l'arco lungo, la balestra e i cannoni, che erano difficili da spostare a terra ma efficaci nelle battaglie navali. L'Europa atlantica fu in grado di approfittarne e acquista importanza come potenza navale sotto il comando di Cipolla.
Alla base della guerra dei cent'anni ci sono quattro cause principali: dinastica, economica, feudale e militare.
Dinastica: Edoardo III nipote di Filippo il Bello rivendica la corona di Francia portata da Filippo VI di Valois.

Economica: le Fiandre erano legate economicamente all'Inghilterra che vi faceva lavorare la lana ma territorialmente alla Francia.
Feudale: la monarchia inglese regnante discendeva da Guglielmo il Conquistatore, vassallo del re di Francia, quindi il re inglese doveva pagare l'omaggio feudale alla Francia.
Militare: i Francesi aiutarono gli scozzesi che erano in rivolta contro l'Inghilterra.
Gli inglesi ebbero la meglio nelle battaglie di Crècy e Poitiers. La battaglia di Poitiers si concluse con il trattato di Brétigny che fissava un altissimo riscatto per la liberazione di Giovanni II e riconosceva ad Edoardo III la sovranità su Calais, sulla Guascogna e sulla Francia sud-occidentale. Gli inglesi avevano vinto grazie alla tecnica dell'arco lungo che avevano appreso dagli scozzesi.
Carlo V (Francia) si rimise alla pari grazie ad una guerriglia comandata da Bertrand du Guesclin. Alla morte di Carlo V gli succede il figlio Carlo VI che però dà segni di pazzia. Gli inglesi ne approfittano e vincono di nuovo ad Azincourt, capitanati da Enrico V. Quello costringe con il trattato di Troyes Carlo VI a dargli la figlia in sposa e a dichiararlo erede al trono, a danno del Delfino, legittimo erede. Con Giovanna d'Arco sorse un movimento popolare che mostrava uno spiccato patriottismo e voglia di indipendenza dagli stranieri.

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