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Giustiniano


Nel 527 divenne imperatore Giustiniano. Egli riteneva di essere stato scelto da Dio per rinnovare l’impero e perciò mirava a riunire tutti i credenti in un unico stato cristiano. Egli riorganizzò l’esercito e rafforzò il sistema di difesa, costruì nuove fortificazioni e combattè la corruzione e gli abusi dei funzionari.
Egli fece una grande riforma. Nel 529 Giustiniano pubblicò un codice di leggi, il CODEX IUSTINIANEUS. Poi scrisse un manuale di diritto per gli studenti, le istitutiones. Giustiniano intervenne anche nella vita della Chiesa e combattè con forza ebrei e pagani, che furono cacciati dagli impieghi; infatti è opera sua la chiusura dell’Accademia napoleonica di Atene.

La Riconquista dell'Occidente

Sul piano militare l’imperatore dopo aver concluso la guerra con la Persia, strappò con una rapida campagna militare l’Africa ai Vandali per poi passare in Sicilia alla riconquista dell’Italia. Ebbe così inizio una dura guerra contro gli Ostrogoti che durò venti anni e che lasciò distrutto e spopolato il paese. Belisario puntò su Napoli e poi su Roma. Con la perdita di Napoli gli Ostrogoti nominarono generale Vitige. Nel 540 però cadde Ravenna e Vitige fu catturato. Belisario fu poi richiamato a Costantinopoli e questo fu un grave errore perché durante la sua assenza gli Ostrogoti si riorganizzarono sotto Totila. Egli riuscì a riconquistare Napoli e Roma. I successi degli Ostrogoti terminarono quando Giustiniano inviò in Italia il generale Narsete. Sconfitto, Totila morì in battaglia e pochi mesi dopo subì la stessa sorte Teia. L’ultima spedizione dell’imperatore permise di liberare dai Visigoti la Spagna Meridionale
Nel 554 Giustiniano emanò la Prammatica Sanzione, un insieme di provvedimenti con i quali sanciva il ritorno dell’Italia all’impero. Costantinopoli dovette fronteggiare oltre alle offensive persiane, anche gli attacchi degli Slavi e dei Longobardi. L’impero d’Oriente riuscì a resistere e a vincere i Persiani grazie a un importate riforma agraria e militare, voluta da Eraclio. Il territorio dell’Asia Minore venne diviso in distretti militari al comando di ufficiali. Ai soldati furono affidati lotti di terra con il compito di difendere i confini.

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