Francia dopo la guerra dei cent'anni

Con la fine della guerra dei cent’anni (1339-1453), nella seconda metà del Quattrocento la Francia era finalmente libera dal pericolo inglese e procedeva verso la costituzione di un unico stato nazionale: dopo la morte del conte Carlo III d’Angiò, nel 1486 il re Luigi XI aveva potuto unire la Provenza al regno di Francia e due anni dopo, nel 1488, anche la Bretagna entrò a far parte dei domini diretti dei re di Francia grazie al matrimonio di suo figlio Carlo VIII con Anna, la figlia del duca Francesco II di Montfort. Tuttavia ci volle del tempo perché si consolidassero sia l’unità politica sia il regime monarchico accentrato: ancora negli anni venti del Cinquecento il Gran Conestabile Carlo di Borbone si ribellò contro il suo sovrano per motivazioni di natura feudale e si pose al servizio dei nemici della sua patria. Inoltre, l’annessione della Provenza fece ereditare al re di Francia anche le antiche pretese degli Angiò sulla corona di Napoli: perciò quando Carlo VIII fu costretto a rinunciare alle sue aspirazioni sull’Artois e la Franca Contea (territori borgognoni che erano stati occupati da Massimiliano d’Asburgo come marito di Maria, figlia di Carlo il Temerario), in cambio ottenne libertà d’azione, cioè di conquista, nell’Italia meridionale (pace di Senlis del 1493). Cominciò così un’avventura militare dispendiosissima e gravida di conseguenze negative per l’equilibrio politico europeo.

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