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Carolingi

Durante il secolo VIII emerse il regno dei franchi che sarebbe divenuto la potenza dominante.
Protagonisti di questo rinnovamento furono i sovrani di una nuova dinastia: dal nome del suo principale rappresentante, Carlo, questa dinastia viene chiamata dei carolingi.
I carolingi erano in origine i maestri di palazzo dei re franchi (il maestro di palazzo era l’intendente del re).
I maestri di palazzo appartenevano alla dinastia di Pipino di Landen, morto nel 639. un suo discendente, Pipino di Heristal, nel 687 riuscì a riunificare i territori delle Gallie in un unico dominio, che il figlio Carlo Martello avrebbe consolidato.
Carlo Martello bloccò l’invasione araba, che dalla Spagna stava dilagando verso nord. Nel 732 Carlo Martello affrontò gli arabi presso Poitiers e li sconfisse. La vittoria di Poitiers è uno degli eventi militari più importanti della storia europea del Medioevo: infatti, il regno franco era la sola potenza militare che potesse opporsi all’espansione araba in Europa, e una sua sconfitta avrebbe significato l’insediamento arabo nelle regioni occidentali.
L’esercito franco era in parte un esercito di popolo, era formato da tutti i franchi abili al combattimento. L’arma che fece la forza dei franchi fu la cavalleria. Per garantire il loro addestramento, i sovrani franchi presero a distribuire benefici e feudi ai loro guerrieri. Le attrezzature indispensabili, costavano care: armi e carrozze erano rare per la scarsità di metallo; i cavalli da combattimento in battaglia cadevano uccisi; l’addestramento del guerriero, doveva essere continuo cosicché gli doveva essere un professionista della guerra.
I franchi furono i primi ad abbracciare il cattolicesimo e questo fece sì che tra il papato e la monarchia franca si stabilizzassero presto dei legami particolari.
L’alleanza che si venne a creare tra il papato e i franchi fu decisiva nella legittimazione del potere dei maestri di palazzo carolingi. Quando, il figlio di Carlo Martello, Pipino il Breve, pose al pontefice la questione se dovesse essere re chi ne aveva il titolo o chi deteneva di fatto il potere, il papa non ebbe dubbi e riconobbe Pipino come sovrano dei franchi.
Dopo aver deposto l’ultimo sovrano merovingio, egli si fece consacrare re.
Alla morte di Pipino, gli successero i due figli Carlomanno e Carlo, che poi sarebbe stato chiamato Carlo Magno, ossia Carlo il Grande.
Il regno fu diviso tra i due eredi, ma di li a tre anni la morte di Carlomanno ricondusse tutto il potere nelle mani di un solo sovrano.
Riunificato il regno alla morte del fratello, Carlo iniziò una serie di vittoriose campagne militari.
Dapprima sottomise i sassoni: questa conquista permise a Carlo di dominare anche la Germania settentrionale. Dopo aver sottomesso anche la Baviera, Carlo consolidò il potere sconfiggendo nel 796 gli avari.
Verso sud, Carlo condusse altre campagne più volte interrotte e riprese contro gli arabi di Spagna.
I territori strappati agli arabi furono organizzati in una zona cuscinetto detta “Marca Hispanica”, ideata per difendere i confini meridionali dell’impero.

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