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Firenze nel trecento

Nel Trecento a Firenze il potere era nelle mani delle Arti; i magnati e i nobili erano esclusi dal potere. Era però una città dilaniata dalle guerre tra guelfi e ghibellini. In questo scenario emersero delle famiglie più forti, quella degli Albizi e quella dei Medici. Nel 1434 Cosimo De’ Medici prese il potere a Firenze sconfiggendo la famiglia rivale. Istituì una cosiddetta signoria “mascherata” perché ufficialmente Firenze rimase una repubblica, per non urtare le tradizioni cittadine e il desiderio di libertà dei fiorentini, ma i Medici fecero sempre in modo di nominare delle persone di fiducia in tutti gli incarichi di rilievo della città. I Medici erano una famiglia di origine popolare, erano macellai che avevano fatto fortuna. Nel Trecento fallirono le grandi banche di Firenze perché durante la guerra dei Cent’Anni avevano prestato capitali che non erano mai più stati restituiti. Approfittando di questa crisi, i Medici decisero di aprire un nuovo tipo di banche gestito con il sistema delle filiali, ognuna con il proprio bilancio per evitare il fallimento collettivo di tutte le banche di una stessa società. I nemici dei Medici erano le famiglie nobili. Sotto il governo dei Medici, Firenze divenne capitale della cultura e dell’arte e vennero sostenuti i ceti popolari, essendo i Medici stessi di estrazione popolare. Nel Quattrocento Firenze conquistò diverse città vicine tra cui l’odiata Pisa, Pistoia e Livorno.

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