pexolo di pexolo
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Fine del regno longobardo


La seconda metà dell’VIII secolo è caratterizzata dal definitivo tracollo dell’organizzazione bizantina in Italia, dall’avvento, alla guida del regno longobardo, di re particolarmente aggressivi e dalla nuova alleanza fra i papi e i Franchi. La conquista di Ravenna da parte di Astolfo, che prosegue il progetto espansionistico di Liutprando, si rivela un errore perché provoca il rinsaldamento dell’alleanza tra la chiesa di Roma e i Pipinidi, che avevano bisogno di legittimare il nuovo status di re dei Franchi. Infatti, chiamati in aiuto dalla chiesa, in due spedizioni i Franchi guidati da Pipino il Breve riconquistano i territori sottratti dai Longobardi alla chiesa. Desiderio, l’ultimo re longobardo, cerca di rompere l’alleanza stabilitasi tra chiesa e Franchi, ma la sua strategia, che cerca di realizzare attraverso un’alleanza matrimoniale, fallisce quando Adriano I chiama in aiuto Carlo Magno e questi ripudia la moglie longobarda. Quindi conquista Pavia e fa rinchiudere re Desiderio in un monastero. Anche a causa delle divisioni che avevano sempre caratterizzato l’aristocrazia longobarda, dopo due secoli dall’ingresso in Italia, i territori del regno longobardo passarono a Carlo Magno; comunque, essi mantennero uno status particolare, lasciando radici profonde della presenza longobarda nella storia della cultura e dell’arte.
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