Genius 13136 punti

La figura del primogenito

La società feudale, basata sul possesso della terra e sulla sua trasmissione ereditaria, attribuiva grande importanza al principio del maggiorasco (eredità al primogenito maschio), che si affermò gradualmente per evitare le dispersioni patrimoniali o gli scontri tra i possibili eredi.
L’usanza sassone che attribuiva ai figli il diritto di scegliere quale fra loro dovesse ereditare i beni paterni mostra la forza della solidarietà familiare.
Tendenzialmente però solo uno dei figli era destinato a beneficiare di tali beni. L’eredità era quindi patrilineare, ma proprio in virtù della struttura del linguaggio e della famiglia allargata, rivestivano grande importanza anche i rapporti parentali per via materna. Ciò avveniva in particolare quando l’ascendenza materna risultava più illustre di quella paterna. La figura dello zio materno, come nelle società nelle società tradizionali del mondo antico, era centrale nell’educazione del primogenito che spesso ne acquisiva addirittura il nome.

La trasmissione del feudo alle figlie non era di per sé esclusa, ma veniva ostacolata dal fatto che, non avendo preparazione militare, queste ultime non potevano assolvere i compiti di difesa così importanti per l’esito del feudo. Non era raro tuttavia che la sposa dirigesse la vita del feudo quando il marito si assentava.
I figli cadenti, esclusi dall’ereditarietà del feudo, si dedicavano all’attività militare o, in una fase in cui il controllo sul territorio era ancora precario, al brigantaggio. E’ probabilmente questa la base reale su cui si affermò nell’immaginario collettivo la figura del cavaliere errante.Un’altra importante possibilità era però rappresentata dalla carriera ecclesiastica.

Hai bisogno di aiuto in Storia Medievale?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email